PESCARA – Nella campagna referendaria il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, “ha assunto due iniziative discutibili nell’ambito della correttezza istituzionale, come l’assemblea dei sindaci e la lettera inviata alle famiglie abruzzesi, che dovrebbero portarlo coerentemente ad assumersi la responsabilità politica di questa sconfitta”, come dire, si dimetta.
L’accusa è del coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che in una nota sulla vittoria del no al referendum fa notare che “i due esponenti di maggior spicco dell’Abruzzo, ovvero il presidente Luciano D’Alfonso e il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli si sono spesi in prima persona, personalizzando il confronto”.
Secondo Pagano, ora “si apre una nuova fase per un progetto politico di centrodestra che assuma la responsabilità della guida del Paese e della Regione” e in tal senso Pagano, come si legge nella nota, “rilancia la nuova stagione del partito, che prende le mosse proprio dal recupero dei consensi e dei voti dal bacino dell’astensionismo”.
“La grande partecipazione degli abruzzesi al referendum costituzionale e la nettissima affermazione del no ha confermato e confortato l’impegno del Comitato per il no che ha condotto una capillare campagna informativa su tutto il territorio regionale – dice ancora – Abbiamo lavorato con serietà per spiegare agli abruzzesi tutti gli aspetti del progetto di riforma del governo Renzi proprio perché abbiamo perseguito la linea politica di un voto consapevole e informato, ben oltre la propaganda ossessiva e rutilante e gli slogan governativi che fornivano una visione distorta della realtà”.
“Abbiamo realizzato oltre 40 appuntamenti di grande partecipazione e di altrettanto grande successo su tutto il territorio regionale. I frutti si sono visti. Voglio ringraziare per questo tutte le forze politiche e le componenti del Comitato per il no”, conclude.






