MONTESILVANO – Il ministro dell’istruzione e della ricerca Stefania Giannini, durante la sua visita in Abruzzo, ha visionato la firma del protocollo per il recupero della Stella Maris di Montesilvano, monumento storico pescarese e ormai in stato di abbandono dal 1984.

La famosa struttura a forma di aeroplano costruita in epoca fascista è al centro di un progetto di recupero da destinare alle arti applicate. Inoltre verrà concesso uno spazio all’interno di essa da destinare all’Accademia delle belle arti di Roma che ne farà una sede dislocata.

Dopo aver stanziato i primi fondi per la ristrutturazione del primo lotto, i lavori hanno subito 3 mesi di ritardo a causa di alcune delucidazioni organizzative volute dalla sovrintendenza.

Su questo ha rassicurato il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno che i lavori sono in procinto di essere avviati, soprattutto dopo aver già ricevuto 1.5 mln di fondi dal Masterplan, da destinarsi al recupero dei due lotti mancanti.

Il ministro ha poi esposto il ruolo che le Arti avranno nella rinascita del nostro Paese: “Questo è un progetto ambizioso che servirà all’Abruzzo per aumentare la sua visibilità. L’obiettivo primario è quello di dare a Pescara, quanto all’Italia, un segmento specifico di Arti visive che tuttora manca. Da ministro dell’istruzione non posso che ricordare a tutti quanto gli artisti e le arti hanno aiutato il nostro Paese a renderlo grande agli occhi del mondo”.

Dopo le firme il ministro Giannini si è recata al Grand Hotel Adriatico per esporre le sue ragione del Si al referendum del prossimo 4 dicembre, assieme al presidente della regione Luciano D’Alfonso e al sottosegretario del Ministero della Giustizia Federica Chiavaroli.

A causa dell’enorme ritardo il suo intervento è stato breve ma concentrato: “Sono entrata in Parlamento con questa legislatura e la prima cosa che ho notato è stata la lentezza durante il lavoro su una legge. Questo è un ostacolo da superare il prima possibile. Citando l’ex presidente Napolitano è irragionevole che dopo 30 anni ancora non venga modificata la seconda parte della nostra costituzione. Oggi la politica della Ricerca è approvata singolarmente a livello regionale, con la conseguenza che è difficile far entrare in sintonia 21 piani diversi. – continua la Giannini- Con il Si potremmo avere una politica nazionale unificatrice sulle strategie di lavoro regionali”.

“L’obiettivo fondamentale di questo governo – ha concluso – è dare la certezza e la sicurezza ai cittadini, quanto all’Europa, che l’Italia c’è e si sta rialzando”.