L’AQUILA – “La vittoria del No oggi è rivendicata da molti. Io invece credo che, con più umiltà, si debba riconoscere che c’e’ stato un unico vincitore: la maturità ed il senso di responsabilità del popolo italiano, che ha bocciato una riforma sbagliata. E lo dico in qualità di coordinatore regionale dei Comitati del No, avendo percorso, in questa campagna elettorale circa 8 mila chilometri in giro per l’Abruzzo; avendo tenuto oltre 34 tra incontri pubblici in assemblee, più o meno partecipate, e dibatti con i fautori del Sì, ed essendo stato presente sugli organi di stampa e sulle varie emittenti locali e nazionali fino all’aver svolto un raccordo capillare con tutte le strutture dei Comitati per il No”.

Lo afferma in una nota l’on. Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) sull’esito del voto del referendum costituzionale.

“È chiaro però – dice Di Stefano- che c’è stato uno sconfitto sopra tutti: Matteo Renzi, a cui bisogna comunque riconoscere l’onestà delle dimissioni. Renzi è stato battuto sia per i contenuti sbagliati della riforma sia per un giudizio complessivo che si è inteso dare ai suoi 1000 giorni di Governo”.

“Un periodo costellato da provvedimenti sbagliati, che non hanno risolto i problemi degli italiani ma anzi, li hanno solo ulteriormente aggravati”.

“Con lo stesso metodo di valutazione – continua la nota del parlamentare – dobbiamo calarci nella realtà abruzzese, dove i vari ‘renzini’, tanto a livello di governo nazionale che regionale, sono stati sonoramente bocciati, con un dato che va ben oltre la media nazionale. Gli abruzzesi hanno infatti capito e bocciato tanto un governo nazionale, che con i suoi ministri è stato più presente in Abruzzo in una settimana che nei restanti 1000 giorni di governo, quanto un’amministrazione regionale, il cui vertice, nel tentativo di emulare il presidente della Campania De Luca, non ha offerto cene di pesce, ma feste e musica a profusione”.

“Dall’altra parte, però, sbaglia chi pensa d’intestare alla propria parte politica, o al proprio operato, questa vittoria del No. Il centrodestra ha un solo insegnamento da prendere oggi con tale risultato: il nostro elettorato c’è ed è ancora pronto a premiarci quando diamo un’immagine di compattezza e di serietà. Ma è sempre pronto, giustamente, a punirci quando ci dividiamo per personalismi ed arroganza”, dice infine l’on. Di Stefano.