L’AQUILA – Una candidatura a sindaco, in questo momento a Roma non si nega a nessuno. E forte degli “abruzzesi che glielo chiedono” e del “feeling con i romani”, il senatore di Forza Italia Antonio Razzi è pronto a puntare sul Campidoglio, dopo aver contato “7mila buche in tutta Roma” e constatato come sugli autobus solo lui paga il biglietto.
“Ristoratori, ingegneri, albergatori, tassisti, di abruzzesi nella Capitale ce ne sono una montagna – dice ad AbruzzoWeb – e molti di loro mi apprezzano e mi stimano, mi dicono ‘si stanno candidando tutti, candidati pure tu almeno ci fai fare bella figura’!”.
Il senatore di Giuliano Teatino, eletto per la prima volta in Svizzera dagli italiani all’estero e oggi espressione del collegio abruzzese, non ne ha ancora parlato con Silvio Berlusconi ma promette di farlo presto: “Era impegnato a Palermo ma lui è il mio capo!”.
L’ex premier sembra però puntare senza remore su Guido Bertolaso, tanto da far consumare proprio nella Capitale lo strappo con Lega e Fratelli d’Italia. “È un genio, un grande e lo stimo – dice Razzi dell’ex capo della Protezione civile – ha un grande curriculum e sicuramente non uno da quattro lire, però Roma è Roma”.
Poi esprime però delle riserve: “Qui la situazione è particolare, per prendere l’affezione dei romani ce ne vuole e lui è un pò fredduccio. Mi voglio intrufolare proprio per dargli una mano, io ho più feeling coi romani, non posso uscire che tutti mi vogliono!”.
“Dopo che hanno saputo della mia candidatura, per strada erano tutti abbracci e baci, ho fatto un giro e mi hanno assalito – aggiunge -Vogliono una novità, vedono in me una persona perbene e un lavoratore. I palazzi del potere sono pieni di gente che non ha mai faticato, no sa apprezzare i lavoratori che per poche centianaia di euro fanno bene il proprio lavoro”.
Razzi è il secondo candidato sindaco, tra la pletora di aspiranti, ad ambire alla conquista dei voti degli abruzzesi a Roma. Prima di lui vi si era appellato Francesco Storace, proprio dalle pagine di questo giornale, ricordando le sue origini sulmontine.
“Non sapevo che fosse di orgini abruzzesi, è la prima volta che lo sento – dice Razzi – ma è un amico e faccio tanti auguri anche a lui”.
Il senatore è comunque consapevole del lavoro che attende il prossimo sindaco di Roma. “Se era facile non avrebbe fatto per me, sono uno che accetta le sfide grosse, quelle dure, le battaglie si vincono con la passione e la testardaggine da abruzzese!”, esclama.
Obiettivo di Razzi, “far dichiarare a tutti i politici i conti che hanno in banca all’inizio e poi verificare la loro entità alla fine del mandato, in modo da valutarne la serietà”, e poi “fare un censimento di tutti gli immobili del Comune di Roma, visto che c’è chi paga pochi euro al mese in appartamenti da 2 o 300 metri a metro quadrato”. E ancora, tra le priorità, i trasporti che “sono un delirio e nessuno paga il biglietto”, quindi “privatizzare l’Atac”. “Oggi ho viaggiato in pullman e solo io ho timbrato il biglietto, gli altri nessuno”, dice.
Infine, il decoro urbano: “Ci sono 7 mila buche in tutta Roma, davanti al mio ufficio in piazza delle Cinque Lune ho visto uno a bordo di un motorino che per miracolo non si è rotto la testa!”, chiosa Razzi.





