L’AQUILA – Porterà presto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso da Silvio Berlusconi, il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, per il quale il generalizzato decadimento del progetto C.a.s.e. dell’Aquila è frutto di un complotto contro l’ex premier e l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, oggi candidato sindaco di Roma.
“Stiamo aspettando perché adesso il presidente è troppo occupato con le candidature per le elezioni amministrative – dice il parlamentare – ma appena si libera mi riceverà insieme al governatore, al quale mi lega una vecchia amicizia”.
Il senatore di Giuliano Teatino, eletto per la prima volta in Svizzera dagli italiani all’estero e oggi espressione del collegio abruzzese, ha raccolto nei mesi scorsi l’idea di D’Alfonso di invitare il Berlusconi imprenditore a investire in Abruzzo, magari nel settore turistico.
Un invito che, seppur non in prima persona, l’ex premier – ne è certo Razzi – sicuramente raccoglierà. “Se non lui chi per lui – dice il senatore – tra le diverse conoscenze che ha in ambito mondiale può consigliare a qualcuno di investire in Abruzzo perché è una regione che merita assolutamente”.
Da Razzi, poi, un elogio a D’Alfonso che gli dà anche modo di tornare a biasimare i suoi compagni di Forza Italia: “È l’unico unico che mi invita alle sue manifestazioni, a differenza di quelli del mio stesso partito”.
Sul degrado del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, il senatore ipotizza poi il complotto internazionale sulla stessa lunghezza d’onda dello spionaggio messo in atto dagli Stati Uniti ai danni di Berlusconi quando era a Palazzo Chigi, svelato proprio in questi giorni.
“Magari posso pure pensare, come hanno fatto con le varie spie per le quali non poteva neanche andare tranquillamente al bagno, a qualche complotto – dice Razzi – che qualcuno potrebbe anche aver architettato per screditare il presidente e l’allora commissario Bertolaso”.
“Molte volte – chiosa il senatore – anche la stampa o chi scrive non è preciso: il progetto C.a.s.e. non lo ha fatto lui o Bertolaso, si vede che ditte incompetenti o incoscienti hanno causato il patatrac!”.






