CHIETI – C’è anche Lanciano in pronvicia di Chieti, tra i 16 Comuni italiani che “convivono da anni con atti intimidatori, di minaccia e violenzaintimidazioni'”.
A dirlo il censimento realizzato dall’associazione ‘Avviso Pubblico’, e presentato oggi a Roma
Gli altri comuni dove il fenomneo si conferma dal 2014, quando è uscito il primo rapporto, sono Licata, Rosolini e Gela in Sicilia; Crosia in Calabria; Scanzano Jonico in Basilicata; Carovigno e San Severo in Puglia; Anzio, Ardea e il Municipio di Ostia nel Lazio; Cascina e Pontedera in Toscana; Faenza in Emilia-Romagna; Ventimiglia in Liguria; Carmagnola in Piemonte.
In totale nel 2018 Sono stati 574 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza censiti
Una media di 11 intimidazioni a settimana, una minaccia ogni 15 ore, il 7% in più rispetto al 2017.
Nel mirino sono finiti sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione: 84 le Province coinvolte – il 78,5% del territorio nazionale, il dato più alto mai registrato – e 309 i Comuni colpiti. Ad eccezione della Valle d’Aosta, sono stati censiti atti intimidatori in tutte le regioni d’Italia.
La Campania per il secondo anno consecutivo si conferma la regione in cui si sono registrate il maggior numero di intimidazioni a livello nazionale, con 93 casi censiti. Segue nella classifica regionale la Sicilia, con 87 casi, che precede Puglia (59), Calabria (56) e Sardegna (52). Al sesto posto la prima regione del Centro-Nord, la Toscana, che con 40 casi ha più che raddoppiato il numero di atti intimidatori registrati nel 2017. Proprio nel Centro-Nord è più evidente l’emersione del fenomeno: se nel 2013 l’area faceva registrare appena il 20% delle intimidazioni su scala nazionale, cinque anni dopo la percentuale è salita fino al 34%.
Anche le prime proiezioni del 2019, a livello nazionale, non sono incoraggianti: nel primo trimestre di quest’anno si sono registrati già 154 casi, una minaccia ogni 14 ore. In generale nel Sud e nelle isole si intimidisce con gesti plateali, come incendi e aggressioni; al centro-nord invece si preferiscono lettere, messaggi e telefonate minatorie.





