L’AQUILA – Le tariffe della Tari per le Utenze Domestiche, la tassa sui rifiuti, sono sempre alte all’Aquila e le ultime amministrazioni comunali si sono giustificate sostenendo che ciò fosse dovuto alla notevole estensione del territorio, anche il livello molto scarso della percentuale di raccolta differenziata è stato attribuito alla stessa ragione, colpa della vasta superficie da coprire per raccogliere i rifiuti urbani.
Ma i dati smentiscono queste tesi. Infatti, secondo una comparazione dei dati forniti da Ispra, ministero delle Finanze e siti dei Comuni interessati elaborata da Edoardo Jakubowski, un appassionato che esamina da anni l’andamento sia della Tari sia della raccolta dei rifiuti urbani, tutti i comuni con una superficie superiore a quella del capoluogo di regione abruzzese hanno tariffe più basse, mentre per l’incremento della raccolta differenziata l’Aquila è il fanalino di coda.
Tutto ciò, ovviamente, prescinde dal recente incendio, dalle cause ancora ignote, nella sede di Asm che ha distrutto mezzi e strutture.
I comuni in questione, come da tabella allegata, sono Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia. Nella sostanza, in capo a 8 anni, l’incremento della raccolta differenziata all’Aquila è cresciuto solo dell’11 per cento passando dal 27,43 per cento del 2013 al 39,01 del 2021 mentre ci sono comuni come Cerignola dove la crescita è stata del 48 per cento. Tutte le altre città con gli stessi problemi di estensione dell’Aquila hanno fatto meglio e il record è della cittadina siciliana di Monreale, dove l’incremento è stato del 63 per cento.
Si potrebbe obiettare che Ravenna ha avuto solo un incremento del 6,43 per cento ma quella città aveva già dal 2013 una percentuale di raccolta differenziata altissima, ovvero il 54,11 per cento (il doppio di quella aquilana) ed è salita al 60 per cento, a questi livelli i margini di miglioramento si ottengono in tempi più lunghi. Per quanto riguarda le tariffe Tari del 2022 L’Aquila sta ancora peggio visto che una famiglia media di 3 persone con un’abitazione di 80 metri quadri ha una tariffa di 329 euro che è la più alta tra le città considerate, ad eccezione di Foggia, Comune commissariato fino a poche settimane fa, dove si paga poco meno.
Nel febbraio 2012, il Comune di Avezzano (L’Aquila) aveva avviato la raccolta domiciliare dei rifiuti urbani con il metodo “Porta a Porta”, dal 15,30% di Raccolta Differenziata (RD) del 2011 è passata al 28,66% nel 2012 e poi a 67,94% nel 2013, un incremento consistente di +52,64 punti percentuali. Un ottimo risultato senz’altro atteso dalla modalità “Porta a Porta” in quanto prevede prima la separazione delle tipologie dei rifiuti (carta, vetro, plastica, metallo, organico) successivamente conferiti già differenziati e infine raccolti agevolmente. Avezzano ha raggiunto nel 2021 la percentuale 74,77% di RD.
Un altro esempio dell’efficacia del buon sistema “Porta a Porta” proviene dal Comune di Sulmona che ha avviato la raccolta domiciliare nel gennaio 2018, dal 28,78% di Raccolta Differenziata del 2017 è passata al 75,75% nel 2018 e poi a 77,32% nel 2019, guadagnando anch’esso un notevole incremento di ben +48,54 punti percentuali.
Il Comune di L’Aquila invece, ha avviato la raccolta domiciliare dei rifiuti urbani nel 2012 con il metodo “Porta a Porta” ma, dal 14,82% di Raccolta Differenziata del 2011 è passata al 21,73% nel 2012 e poi al 27,43% nel 2013, un incremento scadente di +12,61%. Un risultato deludente e decisamente inaccettabile per una modalità “Porta a Porta”, un esito negativo che esigerebbe spiegazioni concrete.
L’Assessore all’Ambiente del Comune di L’Aquila nel 2012 affermava, “…… la differenziata sta funzionando benissimo, …… Saremo presto presenti su una grandissima parte del territorio …… se queste sono le premesse sono persuaso che entro la fine del 2012, raggiungeremo l’obiettivo del 65%”, invece gli ulteriori incrementi degli anni successivi fino ad oggi 2023 sono stati sempre più esigui. Sono passati ormai più di 10 anni dalle prime dichiarazioni con gli annunci che la raccolta porta a porta aveva coperto 2/3 del territorio comunale (volendo dire il 66% di rifiuti raccolti già differenziati dai cittadini), eppure ad oggi siamo solo al 39%. È molto strano acquisire risultati stentati quando i rifiuti del territorio comunale sono intercettati già differenziati con il “Porta a Porta”.
Dagli incrementi marginali della percentuale di L’Aquila si può stimare che il Capoluogo di Regione potrà raggiungere il target 65% di legge tra venti anni, nel 2043, forse.





