ROMA – “Un Parlamento moribondo e di moribondi ha fatto una scelta di basso profilo, ritrovandosi in ginocchio a pregare Sergio Mattarella di fare quello che Mattarella stesso aveva detto di non voler fare. Si sono barattati sette mesi di durata della legislatura del governo, e dei relativi stipendi parlamentari, nella paura che potesse saltare il governo, per sette anni di Quirinale E non credo che sia un fatto positivo per il Paese”.

Durissimo il commento sul Mattarella bis da parte di Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, di Fratelli d’Italia, nella veste di grande elettore.

“E’ ora di prendere atto – incalza Marsilio – che questa legislatura è finita già da tempo, e non è capace di fare ciò per la quale è pagata, una legislatura tenuta in piedi con molta fatica e con inedite soluzioni di governo, da quella iniziale giallo-verde al successivo governo giallo-rosso, e poi ora con un governo di quasi tutti, sotto l’ombrello di Mario Draghi”

Per di più, affonda Marsilio, “tutti sanno benissimo che fra 12 mesi si scioglie la legislatura e da domani inizierà una campagna elettorale, inevitabile e quotidiana. A maggio per altro ci sono le elezioni amministrative. Quindi sarebbe stato meglio interrompere quanto prima questa legislatura e votare a giugno, per avere un nuovo governo, con cinque anni di mandato popolare, un parlamento legittimato dal consenso dei cittadini”.

Del resto per Marsilio il Mattarella bis è una forzatura istituzionale: “Lo stesso presidente Mattarella ha suggerito alle Camere di correggere e modificare la costituzione,  impedendo la rielezione del Capo dello Stato, perché il presidente deve essere arbitro, essere terzo e di garanzia e non deve mai dare il sospetto che magari stia orientando il suo operato al fine personale, ingraziandosi una maggioranza per chiederle poi di essere rieletto”:

Ne ha infine per “parte del centrodestra” che “ha preferito non mettere in discussione i fragili equilibri di governo nella paura magari di perdere per qualche mese una posizione, e sacrificando invece l’obiettivo strategico più generale che era quello di dare agli italiani un presidente della Repubblica che fosse espressione di quel l’altra metà del cielo, che esiste e noi crediamo sia anzi maggioranza del paes che da oltre 20 anni non si vede rappresentata sul colle più alto. Anche con Sergio Mattarella rimane confermata questa tradizione che per salire al colle o hai la tessera del Partito democratico in tasca, o la devi avere avuta, o devi avere la loro benedizione. Questo in una nazione dove invece il Partito democratico è una minoranza e ciò pone un problema serio dire rappresentatività di tenuta democratica.

L’INTERVISTA