L’AQUILA – C’è preoccupazione sull’ipotesi di declassamento della Questura dell’Aquila, che precipiterebbe in III fascia, a seguito del piano di riorganizzazione territoriale del Viminale.
Un allarme lanciato questa mattina consigliere comunale dell’Aquila e candidato al Consiglio regionale nella lista di Azione Politica, Roberto Santangelo, che ha scatenato reazioni forti dalla politica abruzzese, alle prese con una serrata campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del prossimo 10 febbraio, che procede a ritmi serrati.
“Nessuna Questura d’Italia sarà indebolita, tantomeno quella dell’Aquila che merita un’attenzione particolare”, ha replicato in serata il ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha tenuto a sottolineare “l’obiettivo di rafforzare i presidi di pubblica sicurezza sul territorio portando a casa l’assunzione di 8mila uomini e donne delle forze di polizia e dei vigili del fuoco in tutta Italia”.
Quanto alla questura dell’Aquila, sottolineano le fonti, come riporta l’Ansa, entro un mese arriveranno altre cinque unità e cambierà la qualifica del questore, che non sarà più dirigente generale ma dirigente superiore. Una novità tecnica che non inciderà sull’efficacia del lavoro.
“Ho avuto un colloquio con il capo della Polizia, Franco Gabrielli, e mi ha garantito che l’organico e le prerogative della Questura dell’Aquila rimarranno inalterate”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“La nuova classificazione degli uffici del capoluogo d’Abruzzo, mi ha spiegato, potrà garantire una maggiore permanenza dei questori in città che qui avranno la possibilità di misurarsi sul campo per ottenere la qualifica di dirigente generale. Il capo della Polizia – ha concluso il sindaco – ha tenuto a ribadire il profondo legame affettivo che lo lega a questa terra, anche per gli incarichi ricoperti in passato, e che non c’è alcuna intenzione, né da parte del Dipartimento di pubblica sicurezza né del Viminale, di ridimensionare la Questura dell’Aquila che, tra le altre cose, è impegnata in prima linea nella prevenzione e il contrasto delle attività illecite legate alla ricostruzione”.
“Salvini non tocchi Questura, presenterò un’interrogazione urgente”, ha annunciato la deputata del Pd aquilana, Stefania Pezzopane, commentando la notizia del declassamento.
“Il vicepremier e ministro dell’Interno Salvini è venuto in Abruzzo ben sette volte in un mese. Ma non ha mai risolto uno solo dei problemi della città: non un euro dei dieci milioni che servono per salvare il bilancio del comune; nulla per la stabilizzazione dei lavoratori precari; niente sul recupero dei 16 milioni previsti dal bando per periferie e frazioni, sui fondi delle aziende per la tecnologia 5G, o il ripristino dei tagli per l’apertura della sede del Maxxi, eccetera, eccetera”, ha sottolineato l’onorevole dem.
“Il declassamento significa meno uomini e meno mezzi. Altro che sicurezza. L’Aquila e la Regione Abruzzo non sono solo fuori dall’agenda politica di Lega e M5s, ma addirittura vengono trattati come limoni da spremere. Ecco perché Salvini e i suoi sodali mi attaccano vigliaccamente: perché dico la verità ed è una verità scomoda per questi signori”, ha concluso la deputata.
Sulla questione sono intervenuti anche Stefano Palumbo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e Stefano Albano, segretario del Pd del capoluogo abruzzese.
“Il beato disinteresse di Salvini, attento quando si tratta di imperversare in campagna elettorale nelle piazze abruzzesi o alla Festa dell’Epifania all’Aquila a fare una incisiva propaganda che niente ha a che fare con i bisogni e i diritti delle comunità, produrrà per la Questura aquilana una dirigenza meno alta in grado, con tutto ciò che ne consegue in termini di centralità e autorevolezza quando si tratterà di decidere priorità e ripartire investimenti”, hanno spiegato i due in una nota.
“L’Aquila e il suo territorio, la città di una ricostruzione che durerà ancora molti anni, e nell’ambito della quale quindi è alto il rischio di infiltrazioni criminali, dove le attività di prevenzione e contrasto della criminalità sono senza dubbio più impellenti e urgenti della media, scivola in una posizione di debolezza nella lista di priorità emanata dal Ministero dell’Interno. Questo perché il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ha ritenuto importante mettervi becco o forse, chissà, perché più impegnato in altre questioni, elettorali e non. Consapevole o non, per L’Aquila e gli aquilani cambia, purtroppo, niente”, hanno concluso.





