SULMONA – “La campagna elettorale è terminata, adesso i ‘big’ del Governo mantengano tutte le promesse annunciate in queste settimane, a cominciare dal potenziamento e salvaguardia del punto nascita dell’ospedale di Sulmona”. 

Lo afferma il sindaco di Sulmona Annamaria Casini invitando Regione e Governo di dare seguito alle promesse fatte in campagna elettorale dai candidati del cenntrodestra di Marco Marsilio, e dai tanti leader nazionali di Lega e M5s arrivati anche nella città Peligna. 

Sulla questione interviene anche il consigliere di Forza Italia Elisabetta Bianchi.

“Lo scorso 25 gennaio – ricorda la Casini – il ministro Giulia Grillo annunciò, in un comunicato stampa, l’intenzione di lavorare con le Regioni per la rimodulazione dei punti nascita. In questa competizione elettorale tutti i candidati hanno posto la sanità al centro delle priorità di Governo. Vogliamo capire se il punto nascita del nostro ospedale, che serve un vasto territorio montano, sia realmente tra le priorità della Regione e se l’azienda abbia intenzione di potenziare il reparto garantendone così un futuro”.

“È urgente provvedere a un incremento adeguato della Pianta Organica del punto nascita – prosegue il sindaco Casini – dato che dovrà essere sostituito entro marzo il responsabile, prossimo alla pensione, e che il numero dei dirigenti medici di ruolo è insufficiente”.

Secondo il sindaco di Sulmona nel reparto si registrano situazioni di precariato anche per il personale infermieristico (4 di cui 3 interinali), con il rischio, di perdere anche un medico (precario), già vincitore di concorso in altre Asl. “Si tratta di posizioni che vanno stabilizzate – incalza il primo cittadino – per scongiurare il rischio di perdere altre unità, così come avvenuto in diversi reparti. Garantire il diritto alla salute è una battaglia fondamentale soprattutto per il futuro del nostro territorio” conclude il sindaco, che ribadisce “chiedo che i Ministri gialloverdi e il nuovo governo regionale mantengano le promesse fatte in campagna elettorale in questo territorio”. 

Il consigliere Bianchi a sua volta, evidenzia che non si registra “nulla di nuovo per il punto nascita di Sulmona in quanto il documento di chiusura di cui si è parlato in queste ore altro non è che il verbale della seduta dello scorso mese di ottobre del tavolo tecnico ministeriale del Comitato percorso nascita nazionale pervenuto solo ora in Regione Abruzzo”.

“Richiamiamo con forza il Ministro Grillo –  all’impegno di convocare con sollecitudine la conferenza Stato-Regioni per definire i nuovi parametri di rimodulazione dei punti nascita al fine di improntare la normativa nazionale ai dettami costituzionali. Siamo convinti che il Presidente di Regione Abruzzo Marco Marsilio sia pronto ad interpretare le istanze della sanità nell’area del bacino di Sulmona perorando in ogni sede Istituzionale la salvaguardia del Punto Nascita di Sulmona e programmando la modifica del piano sanitario regionale che veda l’ospedale di Sulmona inquadrato in un presidio sanitario di primo livello”.

Per Bianchi però, “stridono poi le incredibili parole di Marianna Scoccia che nelle ultime ore, e solo dopo la sua elezione in Consiglio Regionale, si erge a paladina della sanità del centroabruzzo dopo anni di dimostrata solidarietà alle politiche sanitarie dalfonsiane e di indifferenza alle complicate vertenze locali delle quali il marito, Andrea Gerosolimo, mai è stato risolutore ma solo favoritore. È del tutto chiaro ed evidente che la neo eletta mai potrà fedelmente interpretare le istanze complesse ed annose di un territorio sia per la scarsa qualità dei metodi che ha dimostrato di saper usare per accaparrarsi una candidatura alle regionali che per i contenuti stucchevolmente sbandierati che in realtà non le sono mai appartenuti e che le sono funzionali ora solo per accorciare la notevole distanza tra lei ed il Presidente Marsilio”.

“In realtà se il punto nascita  – incalza Bianchi – è ancora aperto si deve solo alla strenua resistenza di un gruppo di cittadini attenti e non certo all’allora assessore alle aree interne il quale si limitò a votare senza convinzione alcuna la risoluzione per la salvaguardia del punto nascita contro la sua maggioranza, a seguito di uno sforzo di persuasione notevole e dell’occupazione di mesi dell’aula consiliare del Comune di Sulmona da parte del comitato cittadino di salvaguardia del punto nascita, azioni forti culminate in sollevazioni popolari finalizzate a vincere, peraltro inutilmente, anche la sua personale resistenza. Infatti subito dopo, al termine della seduta di Consiglio Regionale, si ebbe a sottomettere nuovamente al presidente Luciano D’Alfonso sottoscrivendo un documento di maggioranza che ribadiva l’intento unanime di procedere comunque nella pianificazione sanitaria intrapresa con la promessa che indietro non si sarebbe tornati. Dopo poco divenne fu premiato e diventò assessore…”