L’AQUILA – Il giudice del lavoro del tribunale di Roma Giuseppina Leo, ha accolto il ricorso dell’ex provveditore interregionale alle opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, Donato Carlea, trasferito lo scorso anno al provveditorato Campania-Molise, contro le sanzioni disciplinari e la sospensione di sei mesi dall’incarico decise dal servizio dall’Ufficio disciplina della direzione generale del ministero delle Infrastrutture.
Il tribunale ha disposto che il dirigente dello Stato, che aveva presentato un ricorso d’urgenza ex articolo 700, venga reintegrato a capo del provveditorato Campania e Molise, dove è tornato dopo essere stato tre anni nella istituzione Lazio, Abruzzo e Sardegna.
Lo stesso giudice del lavoro ha invece rigettato il ricorso d’urgenza contro il provvedimento di trasferimento, molto contestato all’Aquila, dal provveditorato Lazio, Abruzzo e Sardegna a quello campano-molisano: il giudice non ha rilevato l’urgenza, quindi, il contenzioso proseguirà in via ordinaria.
“Hanno vinto la giustizia e le persone perbene, comunque le indagini faranno emergere tutte le verità”, si è limitato a dire Carlea, il quale non ha voluto fare altri commenti.
Secondo quanto si è appreso, Carlea era stato chiamato all’Aquila e a Roma direttamente dall’allora ministro per le infrastrutture Altero Matteoli.
La “punizione” sarebbe da collegare alla vicenda dell’appalto affidato nel 2005 dall’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, rinviato a giudizio tra gli altri insieme all’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena e su alcuni Grandi eventi avviata dalla procura di Firenze, trasferita poi a Perugia e infine a Roma, alla impresa romana Carchella Spa, per la ristrutturazione di una palazzina, che si trova a Roma, che avrebbe dovuto ospitare i servizi segreti: quei lavori sarebbero appena iniziati (insomma sarebbe stato aperto il solo cantiere) e mai conclusi nonostante alla ditta di costruzioni siano stati erogati 18,3 milioni di euro.
Sulla vicenda Carlea, che una volta arrivato a Roma aveva denunciato la vicenda alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti, aveva effettuato una transazione di 7,2 milioni di euro, mai avvenuta per il mancato passaggio finale tra avvocatura e provveditorato.
A causa della scadenza dei termini, l’azienda ha chiesto e ottenuto il pagamento dei 18,3 milioni stabiliti dal collegio arbitrale, al quale il provveditorato si era opposto nel 2009. Di lì il provvedimento disciplinare.
L’addio di Carlea dall’Aquila era stato al centro di polemiche innescate dal sindaco, Massimo Cialente, che tra le altre cose con una lettera inviata al ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi, e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva chiesto di non trasferire il dirigente per dare continuità all’azione di ricostruzione post terremoto.
Al posto di Carlea è stato nominato Roberto Linetti, 59 anni, romano, che proviene dal provveditorato interregionale di Toscana e Umbria, che in Abruzzo ha svolto le funzioni di responsabile unico del procedimento (Rup) in alcune importanti opere pubbliche.






