TERAMO – Clamorosa convergenza del Partito democratico e Fratelli d’Italia, alle elezioni per la presidenza della provincia di Teramo di domenica prossima: i dem dopo una lunga riunione che si è tenuta ieri sera, avrebbe deciso – condizionale d’obbligo in quanto non è arrivata ancora una nota ufficiale – , di appoggiare Domenico Piccioni, sindaco di Tortoreto, appoggiato da Fratelli d’Italia, con in testa dal sottosegretario di Giunta regionale Umberto D’Annuntiis, dagli amministratori che fanno riferimento al “partito” di Paolo Gatti, ancora potente e influente ex assessore regionale di Forza Italia e dal consigliere di Abruzzo in comune, Sandro Mariani, battitore libero, ma con tessera del Pd.
Questo in aperta divergenza rispetto all’orientamento della maggioranza in consiglio comunale di Teramo, del sindaco ricandidato a primavera Gianguido D’Alberto che con il meccanismo del voto ponderato, vale il 20% delle preferenze delle provinciali, riservate ai soli consiglieri dei 47 comuni, che invece appoggia Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana. Sostenuto in casa Pd, anche dal consigliere regionale Dino Pepe.
Si prospetta così una clamorosa alleanza centrodestra e centrosinistra, per Piccioni, che lascerebbe intanto con poche chance Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro, appoggiato da Forza Italia e Lega, che ieri ha confermato di essere in corsa, respingendo al mittente le richieste di fare un passo indietro per ricompattare in zona Cesarini il centrodestra.
Del resto la scelta del Pd è maturata anche in vista delle Comunali di primavera a Teramo, dove il Pd, con il placet del segretario regionale e senatore, Michele Fina, del deputato Luciano D’Alfonso, e della presidente regionale del partito, Manola Di Pasquale, vicina a D’Alfonso, è pronto a schierare un candidato alternativo a D’Alberto, che pure è appoggiato in maggioranza dai dem. D’Alberto è del resto vicino politicamente all’ex commissario straordinario ricostruzione 2016 Giovanni Legnini, un un area del centrosinistra, marcatamente civica, diversa da quella di Fina e D’Alfonso.





