CHIETI – La riforma del settore dei Centri per l’impiego che la Regione va meditando rischia di avere grossi contraccolpi sia a livello occupazione che sul piano dei servizi assicurati all’utenza. 

In Provincia di Chieti, infatti, se la Regione, come sembra che voglia fare, porterà avanti i propri piani, si rischia il blocco dei Centri per l’impiego e cinquanta persone occupate nel settore Lavoro rischiano di essere mandate via, anche senza ammortizzatori sociali, visto che, essendo molti di loro precari, non ne hanno maturato il diritto. 

I contratti (tempi determinati e collaborazioni) vanno a scadenza il prossimo 15 dicembre. Al momento, sebbene non siano state ancora assunte posizioni ufficiali da parte dell’ente regionale, sembra che la Provincia di Chieti non sia più in grado di prorogare le assunzioni, perché la Regione non concederà più i fondi per il settore.

Il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e l’assessore al ramo Daniele D’Amario si sono messi subito all’opera per cercare di evitare il peggio; qualsiasi decisione, però, è completamente a carico dell’ente regionale.

Intanto nella sede del settore lavoro della Provincia di Chieti in via Spaventa si respira una brutta aria. I dipendenti, infatti, sono stati i primi a sapere che probabilmente non si potrà più andare avanti. 

Contrariamente a quello che era sembrato all’inizio, infatti, venerdì scorso la Regione ha fatto sapere, sebbene ancora in maniera informale, che non ci sono né i tempi né le condizioni per poter assicurare alle Province i fondi per mandare avanti queste attività.

I servizi che potrebbero rimanere scoperti sono quelli di orientamento al lavoro, formazione professionale, incrocio domanda-offerta, assistenza nella creazione d’impresa, silus (servizio di inserimento lavorativo dell’utenza svantaggiata), marketing e comunicazione, mediazione culturale e gestione degli ammortizzatori sociali. (ar.ia)