TERAMO – Sulla soppressione della Provincia di Teramo, che sarà annessa a quella dell’Aquila, Valter Catarra l’ultimo presidente della storia  (stando alla spending review Monti) annuncia il possibile ricorso al Tar ed alla Consulta.

“Questo provvedimento – afferma – è raccapricciante oltre che incostituzionale e per molti versi pesantemente dannoso non solo sul piano sociale, storico e culturale perchè incide sulle identità dei territori ma perchè inciderà molto negativamente su un aspetto che forse oggi più di altri dovrebbe interessare: quello economico”.

“L’annessione della Provincia trascinerà in un buco nero anche il un tessuto produttivo e commerciale locale che perderà il suo centro di riferimento. Stiamo valutando l’ipotesi di presentare subito un ricorso al Tar e sto valutando, insieme all’avvocatura, se la Provincia ha un legittimo interesse per produrre un ricorso alla Corte Costituzionale. In questo percorso non sono solo, in questi giorni mi sono messo in contatto con altre Province per valutare il da farsi e farlo insieme”.

Tra le varie posizioni in Provincia, spunta quella del consigliere Enrico Mazzarelli che dice “siamo nel pieno di un processo di commissariamento, con gli eletti dal popolo che a settembre potrebbero esser mandati via per decreto da un Governo tecnico”.

Ernino D’Agostino, del Pd, ha parlato di “quadro devastante per gli enti locali” e ha espresso preoccupazioni per alcune problematiche specifiche della provincia di Teramo, come la vicenda della societa’ partecipata Gran Sasso teramano spa che “ancora aspetta la copertura della spesa della cabonivia con i fondi Fas”.

Per Raimondo Micheli (Pdl) quello che “stiamo vivendo è il risultato di una politica totalmente avulsa dal reale, della scollatura fra chi governa e il Paese…. un Governo di tecnici che va avanti per decreto“. Renzo Di Sabatino (Pd) ha invitato la maggioranza ad aprire un tavolo di confronto con i cittadini e con la Regione: Per Mauro Sacco dell’Idv le province vanno chiuse tutte.

APPROVATO L’ULTIMO BILANCIO 2012

L’ultimo bilancio di previsione, almeno stando al decreto Monti sul taglio alle Province, è stato approvato ieri sera dal Consiglio provinciale di Teramo.

59 milioni e 500 mila euro circa per un documento finanziario caratterizzato dall’entità dei tagli già operati dal Governo, 12 milioni in due anni ; poi dalle minori entrate, la pressione tributaria è scesa dal 85,24% al 68,50%, e infine dai tagli previsti dalla spending review che colpiranno nei prossimi mesi.

A raccontare questo bilancio, e la fatica per chiuderlo, è l’assessore Davide Di Giacinto: “Eravamo pronti – dice – a chiudere il bilancio a febbraio, poi la nevicata per la quale non avremo nulla dal Governo, poi un primo taglio di 2 milioni e mezzo di euro nei trasferimenti, infine la spending review. Lo approviamo sapendo che fra qualche settimana dovremo fare subito una variazione per altri minori trasferimenti”.

“In due anni alla Provincia di Teramo – aggiunge – sono stati tolti 12 milioni di euro senza contare le minori entrate. Questo bilancio garantisce solo i servizi essenziali ma ad agosto sappiamo già che dovremo operare un ulteriore taglio e se il Governo non fornisce una qualche indicazione da settembre non sapremo come andare avanti”.

Garanzie su servizi essenziali come il trasporto disabili – per il quale la Provincia copre anche parte della quota regionale arrivando all’80% della spesa – la manutenzione ordinaria, quella sulle scuole superiori, la spesa per eventuali nevicate invernali.

“Per il resto è stato ridotto il budget di ogni settore” ha specificato Di Giacinto. Fra i tagli operati dal Governo quello per i dipendenti dei Centri per l’Impiego, poi le risorse per l’urbanistica e il Genio Civile e quelle per i danni cinghiali per citarne alcuni.