PESCARA – Prendendo spunto da un progetto finanziato dalla Provincia in Pescara che vede coinvolti 18 centri della Val Pescara, le Province abruzzesi mirano ad attuare un sistema di Protezione civile intercomunale.

A questo scopo è stato messo a punto un progetto, d’intesa con l’Unione delle province abruzzesi (Upa), presentato alla Regione Abruzzo per il finanziamento. Di questo se ne è parlato a Pescara nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, l’assessore provinciale alla Protezione civile Mario Lattanzio, il presidente dell’Unione delle Province abruzzesi Enrico Di Giuseppantonio, il sindaco di Manoppello (Pescara), Comune Capofila, Gennaro Matarazzo e l’ingegner Carlo Maria Speranza, che sta seguendo l’iniziativa sin dalla sua nascita. 

Testa ha ricordato che il progetto pilota della Provincia di Pescara, denominato Provape, “ha preso concretamente il via lo scorso anno abbracciando 14 comuni che hanno creato un Centro Operativo Intercomunale. Poi, con il passare dei mesi hanno aderito altri quattro comuni e i risultati di questa attività ci sono stati, non solo dal punto di vista della prevenzione ma anche dal punto di vista concreto, essendo state affrontate delle emergenze. Ora abbiamo l’ambizione di allargare questo progetto ad un territorio più ampio non solo della provincia di Pescara ma in tutta la regione, contando sul supporto dell’Upa È stato messo a punto quindi il progetto Sigeter (che vuol dire Sistema intercomunale gestione territoriale emergenza rischi), in grado di sopravvivere anche alla eventuale soppressione delle Province, affidando ai Comuni una funzione importante come la Protezione civile”.

“Abbiamo deciso di estendere il progetto nei territori delle altre tre Province – ha detto Di Giuseppantonio – mutuando questa esperienza positiva, e abbiamo chiesto alla Regione di sostenere l’iniziativa”.

Il presidente dell’Upa ha anche fatto notare che è stata “un’utile intuizione, quella di creare un coordinamento dei Comuni per la Protezione civile, ed è bene esportarla” anche perché è da vedere quale sarà il destino delle Province, definite da Di Giuseppantonio “un soggetto nodale”.