L’AQUILA – “Abbiamo avuto un ottimo e valido dirigente della Protezione civile che adesso non c’è più. Ora c’è una sorta di preoccupante vacatio…”.
Parole dure quelle di Antonio Di Marco, consigliere regionale del Partito democratico, ex sindaco di Abbateggio, comune dell’entroterra pescarese, scagliate durante la seduta di consiglio regionale del 29 dicembre, durante della sessione di approvazione del bilancio, contro l’avvocato sulmonese Maurizio Scelli, ex commissario straordinario della Croce Rossa Italiana ed ex deputato del Pdl, da fine maggio direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile abruzzese, nominato dal presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi.
Di Marco, sottolineando di esprimere “un sentimento diffuso” tra molti sindaci e amministratori, rimpiange il predecessore di Scelli, Maurizio Casinghini, andato a ricoprire un incarico di vertice al Dipartimento nazionale.
“L’ho incontrato a Tagliacozzo, e poi a Sante Marie, e gli ho espresso tutta la mia stima, perché ora che è andato via, nella Protezione civile abruzzese si subisce una mancanza di governance, che rischia di far implodere tutto il sistema che finora era stato messo in piedi, e tanti sindaci la pensano, sempre di più in questo modo”.
A dirsi d’accordo che qualcosa va rivisto, è stato anche il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, pescarese di Forza Italia, in un breve commento al termine dell’intervento di Di Marco.
Ha poi spiegato a margine del suo intervento il consigliere: “c’è uno scollamento con le varie strutture territoriali, nell’ambito della nuova programmazione, non c’è il giusto approccio. Casinghini invece garantiva un vero e indispensabile coordinamento. Ma chiedete pure ai sindaci che potranno entrare nei particolari”.





