CHIETI – Il Tribunale Amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato da ICM spa e Abp Nocivelli spa contro Regione Abruzzo e Asl Chieti,  per “l’inerzia nell’avviare la gara pubblica sulla proposta giudicata di pubblico interesse” presentata dalle imprese  per la “nuova costruzione, demolizione e ristrutturazione dell’Ospedale clinicizzato “SS. Annunziata” di Chieti e la gestione di alcuni servizi non sanitari e commerciali. Con contestuale richiesta di risarcimenti milionari

È dunque per il Tar del tutto legittima la delibera del 26 gennaio della  giunta regionale guidata da Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, che ha revocato la dichiarazione di pubblica utilità che era stata approvata nel luglio 2018 dalla precedente Giunta di centrosinistra, guidata da Luciano D’Alfonso, ora senatore del Partito democratico, a cui  avrebbe dovuto appunto seguire l’appalto, mai indetto, nel quale le due proponenti avrebbero avuto il diritto di prelazione, nell’ottenimento del progetto di finanza che prevede un nuovo nosocomio con 498 posti letto, realizzato dal privato con un investimento di 119 milioni di euro.  Lo stesso privato, nello schema del project, avrebbe poi incassato per 25 anni un canone di locazione da 12,2 milioni, e avrebbe gestito in proprio alcuni servizi.

“Quando abbiamo affrontato la vicenda del project financing del policlinico di Chieti – commenta l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì – si è ritenuto che un accordo di quel tipo avrebbe avuto un impatto finanziario devastante sulla Asl, con canoni di decine di milioni di euro l’anno da finanziare con la spesa corrente, vale a dire quella utilizzata per personale e prestazioni assistenziali. Di qui la decisione di procedere con gli ordinari fondi pubblici statali, così da non vincolare per decenni l’autonomia gestionale dell’azienda sanitaria”.

Per la giunta regionale un’opera come quella proposta dal gruppo imprenditoriale nel 2014 (e rimodulata negli anni successivi) non teneva conto sia delle ulteriori necessità legate ai bisogni assistenziali emersi durante l’emergenza pandemica, sia del nuovo piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese, approvato la scorsa estate e attualmente all’esame del Tavolo di Monitoraggio ministeriale e del Consiglio regionale.

“Ringrazio l’assessore Verì, il direttore della Asl Thomas Schael, il direttore del Dipartimento regionale Sanità Claudio D’Amario e la dottoressa Stefania Valeri con l’avvocatura regionale – puntualizza il presidente Marco Marsilio – per l’impegno e la competenza dimostrati nel chiudere una vertenza molto delicata sulla quale prendevano minacce pesantissime sia politiche che amministrative”.

Ad esultare per la sentenza, a cui però potrebbe far seguito un appello al Consiglio di Stato, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Mauro Febbo, chietino e acerrimo nemico del project financig.

“La sentenza del Tar è inequivocabile e il rigetto dell’istanza si va a sommare al parere negativo già espresso dall’attuale Governo regionale che quindi trova, nel pronunciamento del Tribunale, piena legittimità. Di fatto la Regione Abruzzo ha agito ha agito con correttezza e, aggiungerei, con grande lungimiranza stoppando un progetto “faraonico” che avrebbe affossato per 20 anni la sanità teatina e quella regionale. Va ricordato e sottolineato che il progetto presentato in prima istanza prevedeva un costo di oltre 750 milioni di euro e ben 16 esternalizzazioni di servizi sanitari e non”, spiega un una nota.

“Successivamente, dopo il susseguirsi di mie osservazioni, reclami e denunce il progetto è stato “rimodulato” portandolo ad una spesa di “soli” 250 milioni di euro e solo 9 esternalizzazioni. Dopo questa ultima proposta, nonostante il diniego dei vertici della Asl a riconoscere l’interesse pubblico, la Giunta D’Alfonso-Paolucci ha avocato, arbitrariamente, la responsabilità alla Regione e ha proceduto a rendere la dichiarazione stessa. Evidenziata la mancanza di copertura finanziaria, oltre che quella della programmazione sanitaria in quanto non previsto in alcuno strumento di rete, sempre la Giunta D’Alfonso – Paolucci produceva una “innovazione di finanza creativa”, anch’essa tutta da verificare, nel destinare ben 30 milioni di euro del bilancio della GSA quale anticipo dei canoni, insomma un vero e proprio “pastrocchio” molto pericoloso tra l’altro”.

“Con questa sentenza del Tar è stato inoltre evitato un ulteriore effetto collaterale negativo, molto più pericoloso e subdolo, ovvero il rischio concreto di azzerare la sanità Teatina e conseguentemente che la Città di Chieti perdesse anche l’Università. E forse questo era il reale obiettivo di qualcuno. Ma fortunatamente sono riuscito, prima da oppositore e poi con il nuovo Governo regionale schierato dalla stessa mia parte, a impedirlo. Non posso non ringraziare il presidente Marsilio, l’assessore Verì, i direttori D’Amario e Schael oltre all’avvocato Valeri e l’Avvocatura regionale per questo importantissimo risultato”, conclude Febbo .

Per la capogruppo M5S in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi: “Lo stop al project financing per il nuovo ospedale di Chieti, con il Tar che ha respinto il ricorso presentato da ICM spa e Abp Nocivelli spa, rappresenta una grande notizia per tutto il nostro territorio, e siamo contenti che anche Mauro Febbo sia soddisfatto per il risultato di una battaglia a cui si è unito in colpevole ritardo, seguendoci dopo le nostre denunce pubbliche. Siamo stati noi i primi a leggere le carte e a esporre i rischi che avrebbero corso le casse della Asl e di Regione Abruzzo, sposando un progetto che avrebbe potuto causare sperpero di denaro e costi aggiuntivi fino a un miliardo di euro, oltre all’esternalizzazione dei servizi. Lo abbiamo fatto attraverso segnalazioni pubbliche, esposti alla Corte dei Conti e all’ANAC, conferenze stampa e qualsiasi altro strumento utile per informare la cittadinanza sui pericoli a cui è stata esposta la sanità pubblica”.

“La decisione del Tar rappresenta una vittoria per tutti i cittadini abruzzesi, della provincia di Chieti e di chi, insieme a noi, si è opposto al project financing fin dal primo momento. Mai come adesso, specialmente a seguito della pandemia da Covid-19, la sanità deve rimanere nelle mani dello Stato, senza delegare a figure esterne quei servizi che possono fare la differenza per la salute dei cittadini. Spero che, dopo tanti anni di battaglie, si sia detta la parola fine a progetti di questo tipo non solo a Chieti, ma in tutto il territorio regionale, perché i nuovi ospedali devono essere pubblici. Noi continueremo a vigilare e a denunciare, ogni volta che sarà necessario, carenze e disagi subiti dai cittadini. Specialmente nella Asl 02 ne abbiamo viste di tutti i colori, tra code chilometriche per tamponi, vaccini e ingresso in ospedale, carenze di personale e di macchinari, e molto altro. Mi auguro che i vertici della sanità e del centrodestra lavorino di più e meglio, marcando un cambio di passo rispetto al passato che finora non si è visto”, conclude.