L’AQUILA – Arriveranno “a luglio” i primi 54 provvedimenti di sgombero dei morosi totali dei Progetti Case per quanto riguarda i canoni di compartecipazione, mentre sale a 6,4 milioni di euro la cifra che il Comune deve avere dagli assegnatari per consumi mai pagati dal 2010 a oggi.
A fornire i dati delle morosità in conferenza stampa oggi pomeriggio il primo cittadino, Massimo Cialente, la dirigente del settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio Enrica De Paulis, l’avvocato del Comune Domenico De Nardis e dal direttore di produzione del Sed Adolfo Paravano che hanno ribadito la linea dura dell’amministrazione, condannata qualche settimana fa dalla Corte dei Conti a pagare 150 mila euro suddivisi tra sindaco, assessori e una dirigente per le mancate riscossioni di affitti e utenze.
“Prima di procedere agli sgomberi coatti abbiamo eseguito tutto l’iter amministrativo con solleciti, ingiunzioni di pagamento e revoche degli alloggi. I 30 giorni per lasciare le case scadranno a luglio”, ha affermato la De Paolis.
Intanto sono partite le prime 50 ingiunzioni di pagamento per i morosi totali delle bollette.
“Stiamo iniziando con le piastre di Sant’Antonio e Gignano e poi a scalare tutte le altre – ha aggiunto il sindaco – Qui gli assegnatari non hanno chiaro un concetto: riprenderemo tutti i soldi che devono al Comune con gli interessi, prendendoli dai contributi privati per la ricostruzione e anche dai rimborsi che attendono per i traslochi del post sisma”.
“Invieremo le liste di tutti i morosi a Prefettura e Guardia di finanza – ha proseguito Cialente – Non permetteremo più che siano tutti i cittadini a dover pagare per chi non ne ha intenzione. Abbiamo avuto una tragedia del terremoto e la gente crede di aver fatto 13”.
Non solo, le cifre saranno recuperate anche dai “rimborsi che i cittadini attendono per le spese dei traslochi del post sisma, oltre che dai contributi della ricostruzione privata – ha specificato ancora – Chi non paga è fuori, questo ormai è chiaro”.
Il Comune tira dritto per la sua strada, nonostante la mobilitazione degli inquilini di Progetti Case e Map che domani occuperanno la sede del Consiglio Comunale per protestare “contro canoni e bollette troppo cari per servizi erogati male o inesistenti”.
Il sindaco ha poi presentato i dati secondo i quali gli assegnatari che vivono ai primi piani “pagano il 44 per cento del totale dei consumi dell’intera piastra, mentre chi sta al secondo paga solo il 27”.
“Una cosa ingiusta che sarà risolta tramite il pagamento a metro quadrato che non è affatto incostituzionale come qualcuno vuol far credere”, ha sottolineato.
Sempre secondo i dati snocciolati da Paravano, dal 2010 al 2013 i consumi totali delle piastre sono stati di oltre 11 milioni euro e al Comune mancano all’appello ancora 4 milioni.
Dei 3 milioni di euro di cosumi del 2014 è stato saldato invece solo il 51,68 per cento, mentre dei 700 mila euro di consumi del primo bimestre 2015 il Comune ha riscosso solo il 16 per cento del totale






