L’AQUILA – “La Forestale svolge e ha svolto un compito importante per il controllo del territorio nel nostro ordinamento, ma fortunatamente non viene soppressa: viene assorbita dall’Arma dei Carabinieri e continuerà a svolgere le sue attività nell’ambito di un contesto un po’ più articolato”.

Così il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia (Dna) Antonio Laudati, a margine dell’incontro con la stampa per illustrare i risultati dell’inchiesta “Pantarei” su traffico di rifiuti, sversamenti nel fiume di liquami e altri reati ambientali all’interno del Consorzio di bonifica Centro di Chieti.

Un ruolo evidenziato anche dai sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia abruzzese. “È giusto sottolineare l’importanza della Forestale, che vive un periodo travagliato e di cambiamenti – ha detto David Mancini – ma è fondamentale e non è da sottovalutare: queste capacità verranno messe a frutto anche negli anni a venire”.

La collega Antonietta Picardi ha fatto notare in avvio che “due comandi provinciali della Forestale, Chieti e Pescara, hanno lavorato a braccetto svolgendo l’inchiesta in sinergia”.

Secondo quanto diffuso, una squadra di 12 unità è rimasta costantemente impegnata nell’attività d’indagine, oltre 100 forestali sono stati impiegati nelle operazioni di campo e, in particolare, 27 uffici e abitazioni sono state perquisite con sequestro di notevole mole di documenti e supporti informatici, mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, acquisizione atti presso gli Uffici della Regione Abruzzo e dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta).