L’AQUILA – Slitta al 2017 il processo a carico dell’ex primo maresciallo dell’Esercito Italiano Rocco Ragone, accusato di avere chiuso un occhio sulla qualità nella realizzazione dei moduli abitativi provvisori (Map) di Cansatessa, San Vittorino, Arischia e Tempera nella veste componente della task force “Gran Sasso” che esaminava lo stato dei lavori e il rispetto delle norme imposte da palazzo Chigi.
In vista di un cambiamento nel collegio giudicante e per evitare di dover ricominciare daccapo il processo scaturito dall’inchiesta denominata “mappopoli” con i nuovi magistrati come previsto dalle norme, si è optato per un lungo rinvio fino al 20 aprile del prossimo anno.
Secondo quanto appreso da fonti legali, per allora o comunque nei mesi seguenti qualche capo di accusa potrebbe cadere in prescrizione, trascorsi 7 anni e 6 mesi da quando è stato commesso il reato, anche se il grosso dei fatti risale all’anno 2011 e ci sarà, quindi, ancora tempo.
Ragone è assistito dall’avvocato aquilano Amedeo Ciuffetelli.






