L’AQUILA – Tra chi si sveglia all’alba e vorrebbe una giornata di 48 ore, chi preferisce il mare alla montagna e chi legge, dopo aver conosciuto i programmi dei candidati a sindaco dell’Aquila alle primarie del centrosinistra, AbruzzoWeb svela ora l’intimità di Americo Di Benedetto, Pierpaolo Pietrucci e Lelio De Santis in un’intervista a tutto campo, arricchita da un simpatico selfie che tutti e tre hanno inviato a questo giornale.

A quando risalgono gli inizi in politica e che ricordi ha di quel momento?

Di Benedetto: Il mio inizio risale al 1993, quando sono stato eletto per la prima volta consigliere comunale ad Acciano, appena laureato. E lì è iniziato il mio lungo percorso nella pubblica amministrazione. Ero giovane e fui anche tra i più votati.

Pietrucci: L’inizio è stato nell’Unione degli universitari, la cui sede stava in via Paganica, avevo 16 anni. Subito dopo mi iscrissi alla Sinistra giovanile e cominciai tutta la trafila nel Pds, Ds e poi Pd. La politica l’ho sempre vissuta dentro casa, provengo da una famiglia di sinistra e mi sono sempre battuto per l’uguaglianza, per necessità, visto che vengo da una famiglia di origini umili. Sono figlio di un’operaia e un tipografo e nipote di contadini e operai.

De Santis: Ricordo gli inizi in gioventù, con i calzoncini corti, quando ti avvicini alla politica volendo fare qualcosa di buono per il prossimo. È un po’ come quando ti innamori, poi magari subisci un tradimento, ma ci dedichi tempo perché sei appassionato. La politica ti spinge a fare, nonostante le critiche e le delusioni, ma qualcuno si deve pur muovere pensando agli altri.

Qual è l’ultimo libro letto o il preferito?

Di Benedetto: Leggo sempre in contemporaneamente più libri, mi piace il dinamismo nella lettura. Ora ne ho due aperti, uno è L’Aquila 1971. Anatomia di una sommossa di Claudio Petruccioli, e Il matematico impertinente di Piergiorgio Odifreddi, acquistato in occasione del Festival dell’Acqua quando Odifreddi è venuto all’Aquila: è una pubblicazione molto bella, in realtà è una ripresa dell’opera di Lucrezio De rerum natura, è una piacevole lettura sulla filosofia di vita agganciata all’oggetività.

Pietrucci: Ho appena iniziato Aspro e dolce, di Mauro Corona, che tra le altre cose è un alpinista e la montagna è la mia passione, tutta la mia vita.

De Santis: Può sembrare vecchio e superato ma mi era ricapitato I fratelli Karamazov, ma le problematiche che affronta sono importanti quindi me lo sono riletto nottetempo.

Il film che è rimasto più impresso?

Di Benedetto: Un’ottima annata, si cala molto nel mio lavoro e mi ricorda l’attacccamento a una terra che ha nei vigneti una sua caratteristica.

Pietrucci: Film cult per me sono Schindler’s list e Sacco e Vanzetti che hanno sicuramente segnato la mia vita. Riccardo Cucciolla e Gian Maria Volonté sono tra i miei attori preferiti.

De Santis: Di recente non sono andato al cinema, nonostante sia una mia passione, che in passato mi ha portato anche a organizzare la rassegna provinciale con Umberto Dante. In tv siamo sommersi dalle trasmissioni politiche e quella passione finisce per contaminare anche la vita privata. A parte i talk in televisione guardo Il commissario Montalbano, è interessante, ti distrae e ti fa vedere le bellezze della Sicilia.

Qual è stata la meta dell’ultima vacanza?

Di Benedetto: Adoro il mare e l’ultima vacanza l’ho fatta a Santorini, in Grecia. Con il tipo di lavoro che faccio riesco a farne una l’anno ed è d’estate, perciò preferisco andare al mare.

Pietrucci: Berlino, e auspico che L’Aquila possa diventare aperta e dinamica come Berlino e che possa avere la stessa duttilità e apertura mentale che ha oggi la Capitale tedesca.

De Santis: Purtroppo sono sempre di meno, lo scorso anno sono stato all’Isola d’Elba. Mi piace evadere e cerco solitudine e tranquillita. Amo anche Positano, uno degli ultimi posti dove sono stato. Sono posti unici che abbiamo in italia e che altri apprezzano e noi spesso neanche conosciamo.

Qual è il primissimo provvedimento che farebbe se dovesse essere eletto sindaco a giugno?

Di Benedetto: La primissima cosa sarebbe una ricognizione generale di quel che si è fatto e di come si è fatto, anche coinvolgendo gli amministratori uscenti, quindi chi passa il testimone, che non è solo il sindaco, ma tutti quelli che hanno lavorato in questi anni. Ho un grande rispetto del lavoro fatto e anche delle sofferenze e dei problemi, ma fare il punto è importante per guardare al futuro con la consapevolezza di quello che c’è da fare.

Pietrucci: Il primissimo provvedimento sarebbe sulla qualità urbana e gli spazi pubblici e sull’organizzazione di tempi e orari della città: il transito dei mezzi pesanti va vietato dalle 8 alle 8,30 di mattina. La città ha bisogno di organizzazione, anche per vivere il centro storico. Occorre fare accordi e trovare soluzioni, in alcuni orari in questa città non si può vivere. Un mio cruccio, poi, è un progetto immediato per la qualità degli spazi pubblici: guardate viale De Gasperi, è uno dei più belli e non è stata messa una panchina in anni e anni, voglio partire da quello per ricreare connessione tra i rapporti tra le persone. Al di là dei voli pindarici, L’Aquila ha bisogno di piccole cose e buon senso, anche attraverso un rinnovato entusiasmo della macchina comunale, sulla quale, conoscendola, so come incidere.

De Santis: I migliori progetti del mondo si realizzano se hai una macchina su cui puoi camminare, quindi il primo atto deve essere quello di rimettere a nuovo la macchina, la struttura comunale è da sistemare, perché al di là di tante risorse va rimotivata, oliata, snellita e riorganizzata, individuando le responsabilità di ognuno.

Fidanzato, sposato, divorziato…?

Di Benedetto: Da un po’ di tempo ho una persona con la quale mi frequento. Adesso avete fatto lo scoop per il semplice motivo che io la mia vita privata ce l’ho abbastanza riservata, avrei potuto non rispondere o fare tatticismi, ma sono sincero sempre, anche nelle cose più particolari.

Pietrucci: Sono sentimentalmente impegnato e ho due figli meravigliosi.

De Santis: Sono tranquillamente sposato, con un figlio, quindi non mi faccio distrarre da altro anche se il bello è sempre bello. Compresa una bella ragazza, anche se sono un uomo sempre fedele al proprio ruolo di marito.

Qual è la sua giornata tipo e come concilia i mille impegni con hobby e passioni?

Di Benedetto: La giornata inizia con la sveglia abbastanza presto, non ho più tempo di fare sport, che mi piaceva tanto, quindi faccio degli esercizi in casa. Poi mi divido tra lo studio e la Gran Sasso Acqua, il lavoro e l’azienda mi portano a star fuori tutta la giornata. Difficilmente pranzo, che è sbagliatissimo ma sono sempre concentrato, ho una maniacalità nei confronti delle istanze che mi vengono poste. Sono avvezzo a scrivere quel che mi viene chiesto, soprattutto in questo periodo sono sommerso di post-it. Non riesco a rispondere a tutti, ma richiamo sempre chiunque, anche le persone di cui non ho salvato il numero, e il mio numero di telefono è lo stesso dal primo giorno in cui ho avuto il cellulare.

Pietrucci: È fatta di incontri con la gente, a trovare soluzioni ai problemi delle persone. La sveglia è prestissimo, sono famose le mie foto pubblicate all’alba su Facebook dalla Madonna Fore, dove mi alleno da sempre. Nel poco tempo libero mi diletto con lo sport, il rugby e la montagna, e a suonare gli strumenti, ora come hobby mi sto dedicando alla tromba. Per conciliare tutto dormo poco. I miei figli sono preoccupati perché gli hanno detto che Massimo Cialente non ha mai visto i suoi in questi anni, ma io li ho rassicurati.

De Santis: La mia sveglia suona prestissimo perché non dormo più facilmente, e poi penso, forse sbagliando, che il tempo che si passa a dormire può essere utilizzato a fare tanto altro. Vorrei fare tante cose invece la giornata è sempre stretta, allarghiamola da 24 ore a 48 ore! Sto utilizzando il prepensionamento ma, per la passione che ho per il mio lavoro, continuerò nel mio incarico nell’ufficio cultura della Regione Abruzzo per altri 6 mesi in modo non retribuito. Poi, utilizzerò il tempo per dedicarmi a tempo pieno agli altri.