L’AQUILA – Interessano e molto anche al centrodestra, le primarie del centrosinistra aquilano per la scelta del candidato sindaco che si svolgeranno 9 e 10 aprile prossimi.
È quanto trapela in modo crescente da ambienti politici, e non mancano, sulla “piazza virtuale” dei social network, le mezze ammissioni su possibili “inciuci” da parte di analisti e appartenenti all’una e all’altra coalizione.
Un guazzabuglio che rischia di disorientare gli elettori, se mai fosse necessario.
Il “cavallo di Troia” è sempre lo stesso: alle primarie può votare chiunque, anche se deve “riconoscersi nella proposta politico-programmatica della coalizione civico-progressista” e “sostenerla alle elezioni amministrative del 2017”, come si legge del regolamento.
Inoltre chi verserà 1 euro dovrà accettare di essere registrato “nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori della coalizione civico-progressista dell’Aquila al momento del voto”.
Paletti giusti, ma comunque aggirabili da elettori anonimi di centrodestra che vogliano drogare il voto, e ce ne sono, di “signor nessuno”, perfino in una città dove tutti sanno tutto di tutti.
E sebbene il centrodestra sia ancora lontanissimo dall’identificazione di un candidato unico, con un’intesa tra pezzi di Forza Italia e Noi con Salvini sul nome di Luca Bergamotto, mentre Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia e Giancarlo Silveri di Riscatto popolare confermano che andranno da soli, c’è chi si preoccupa più di quello che accade agli avversari.
Alla luce di questi elementi, prove di dialogo ci sarebbero state, nelle scorse settimane, tra uno dei candidati di marca Partito democratico, Americo Di Benedetto, e l’ex vice presidente del Consiglio regionale e consigliere d’opposizione uscente, Giorgio De Matteis.
“È un amico da molto tempo, mi ha chiamato per chiedermi che cosa ne pensassi della sua scelta – conferma Gdm a questo giornale – Gli ho fatto i migliori auguri, certo vedo meglio lui che Pietrucci come sindaco, ma non posso impegnarmi in nessun modo per le primarie del centrosinistra”.
Non è un caso che, quando le pre-consultazioni erano ancora ben lontane dall’essere varate, e la rottura del centrosinistra una possibilità, si fosse diffusa anche l’ipotesi di un Di Benedetto candidato “civico” con una coalizione civica di moderati sostenuta anche da parte del centrodestra.
Con Di Benedetto flirterebbero, secondo quanto appreso, anche altri nomi noti, come Luigi Di Luzio, ex Unione di centro e Movimento per le autonomie, oggi vicino al civismo di Riscatto popolare di Silveri.
Non sarà una prova, ma giusto oggi Di Luzio si è precipitato a difendere il presidente uscente della società idrica Gran Sasso Acqua quando AbruzzoWeb ha diffuso la notizia della “maretta” sull’uso del simbolo del Comune nella locandina di un evento elettorale: “Mi sembra una polemica esagerata e pretestuosa, neanche si vede. I nervi saltano; ma il livello è basso”, ha commentato.
Più defilato, ma con un appoggio silente a Di Benedetto, ci sarebbe anche il vice presidente del Consiglio in quota all’opposizione Roberto Tinari, forzista, che in questi ultimi giorni ha rilasciato più di una nota stampa criticando le dinamiche del centrosinistra, preoccupandosi più della coalizione avversaria che della sua, nonostante si trovi ancora in alto mare.
Anche Pierpaolo Pietrucci potrebbe godere di sponsor dall’altra parte della barricata: non è un mistero l’amicizia e la comunanza di vedute su alcuni temi con il consigliere di Forza Italia e vice presidente del partito Guido Liris, tanto che nei mesi scorsi si parlò anche di un “asse”.
Ipotesi, questa dell’alleanza eretica, che si ripropone anche in un pernicioso scenario che circola tra i corridoi della politica aquilana: Liris appoggia Pietrucci alle Comunali, considerandole già perse, l’altro ricambierà il favore alle Regionali 2019, dove non sarà candidato. Smentite da ambo le parti, ovviamente.
Dinamiche trasversali oltre le ideologie da tempo riposte in soffitta, che non sfuggono a due vecchie volpi del centrosinistra cittadino.
A Carlo Benedetti, presidente del Consiglio dell’ultimo decennio, sembra corretto “che tutti coloro che voteranno alle primarie del centrosinistra sottoscrivano, contestualmente, un’adesione ai valori culturali e politici del centrosinistra! Sarebbe curioso – insinua – che il centrodestra contribuisse all’elezione di un candidato più affine o, peggio, più ‘battibile’! Questo sarà il primo momento di chiarezza!”.
A fargli eco Fabio Ranieri, principale esponente in città dei bersaniani di Articolo 1, che contesta apertamente che “persone che voteranno a destra alle elezioni stanno dando un onesto e valido e disinteressato contributo alla scelta del nostro sindaco (chiunque esso sia)”. (alb.or. – b.s.)





