L’AQUILA – “Il minor ricorso alla giustizia amministrativa, come già avvenuto nell’anno 2016, potrebbe essere stato influenzato dall’incidenza, spesso molto rilevante (come in materia di appalti), delle spese da sostenere per incardinare i giudizi (soprattutto con riguardo al costo del contributo unificato da versare per la loro iscrizione al ruolo”.
È la chiave di lettura data dal presidente del Tar Abruzzo, l’avvocato Antonio Amicuzzi, nella relazione sullo stato della giustizia amministrativa in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, alla riduzione del numero dei ricorsi presentati, passati dai 625 del 2016 ai 546 del 2017.
Il presidente del tribunale amministrativo ritiene che gli alti costi che deve sostenere chi vuol intraprendere la strada giudiziaria, sia una prospettiva più realistica rispetto ad un “sempre più corretto esercizio dell’azione amministrativa”.
“Desta sconcerto – ha aggiunto Amicuzzi – l’ipotesi che il ricorso alla giustizia amministrativa, da parte di soggetti che intendano tutelare interessi che ritengono lesi dall’azione amministrativa, possa in alcuni casi essere ostacolato o addirittura frustrato da mere ragioni economiche, anche se per i meno abbienti soccorre l’istituto del patrocinio a spese dello Stato, che, peraltro, nel corso dell’anno passato, presso questo tribunale, ha comportato la presentazione di ben 34 domande”. (m.sig.)





