CHIETI – Il primo a lanciare la bomba è stato ieri sera il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che su Facebook ha anticipato i contenuti dello schema di decreto del presidente della Repubblica messo a punto dal ministero degli Interni con il quale il Viminale mette in atto la riforma della Pubblica amministrazione: le prefetture di Teramo e Chieti, prevede il testo, saranno accorpate a quelle di L’Aquila e Pescara. Entro il 31 dicembre 2016.

Nulla che già non si sapesse, ma evidentemente in molti speravano che il piano del governo di Matteo Renzi naufragasse.

“Ancora una volta il governo prende misure contro la provincia di Chieti e la nostra rappresentanza politica di maggioranza è assolutamente nulla” ha tuonato Di Stefano.

Sono 23, in tutta Italia, gli uffici territoriali del governo che saranno soppressi, passando dalle attuali 103 a 80. Non si tratta dunque di abolizione delle prefetture, come in fondo non si è trattato di abolizione per le Province, nè di una rivoluzione così grande, trattandosi di circa un quarto delle strutture.

“Se non servono aboliamole tutte e lasciamone solo una all’Aquila”, è la provocazione del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, “se invece servono, come io credo, allora questa riorganizzazione è sbagliata”.

“Non mi sembra – dice interloquendo con AbruzzoWeb – possa portare a un grande risparmio, l’accorpamento non prevede l’unificazione delle sedi, che rimangono quelle. Si faccia piuttosto una razionalizzazione dei costi tra le figure apicali, non essendo il costo dell’usciere quello che incide”.

In base a quanto spiega il sindaco, preoccupato soprattutto dal fatto che questa “rivoluzione” porterà via da Chieti anche il Comando dei Vigili del Fuoco e la Questura, visto che “l’ordinamento del ministero prevede che dove c’è l’una ci sono gli altri due”, la presenza della Prefettura “è fondamentale in un territorio difficile e di confine come il nostro”.

Poi, l’affondo politico al suo partito, che poi è proprio quello che esprime il ministro degli Interni. “Stavo nel Nuovo centro destra per rifondare un centrodestra alternativo alla sinistra, ho mandato più messaggi ad Angelino Alfano in questo periodo, ritengo non sia più tollerabile che si continui a stare in questo governo”, sbotta.

“Non ho nulla a che fare con queste persone (i rappresentanti del Partito democratico, ndr) che combatto ogni giorni e mi combattono ogni giorno”. In questo caso, “difendo un principio, non Chieti, se le prefetture servono, servono tutte, altrimenti le togliamo tutte”.

“L’Abruzzo è in assoluto la regione più penalizzata d’Italia, al pari del piccolo Molise” ha poi spiegato Di Stefano. “Dove sono le nostre rappresentanze parlamentari di maggioranza? Con che criterio si taglia la prefettura della Provincia più grande d’Abruzzo?”. “Si tratta di spiegare il perché, su 23 ipotetici accorpamenti, il 10% viene fatto in Abruzzo. E perché l’Abruzzo è l’unica regione che prevede un taglio del 50%. A fronte poi di risibili risparmi economici”.

“Mentre si annunciano nuovi arrivi di extracomunitari in Abruzzo e quindi la necessità, di far sentire maggiormente la forza ed il controllo dello Stato presente sul territorio, dall’altra parte, in maniera assolutamente fuori senso, si decide di chiudere due Prefetture, presidio di legalità sul territorio”.

“La ritengo una decisione assurda” aveva detto anche il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi a questo giornale, “che costringerà tanti dipendenti a viaggiare per recarsi al lavoro nel capoluogo, impoverendo la nostra città. Penso ai pendolari che dovranno partire da Martinsicuro, distante oltre 100 chilometri dall’Aquila. È grave che il governo non si degni ancora di una risposta, è grave che, a quanto pare, Pescara e Chieti manterranno le loro prefetture, un altro schiaffo che subiamo”.

LE REAZIONI

CHIODI, DI DALMAZIO E GATTI: “TERAMO PERIFERIA DELL’IMPERO”

“Che per il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, la città di Teramo e l’intera provincia rappresentassero l’ultima periferia dell’impero, ce ne eravamo già accorti in precedenza, sia per l’evidente disinteresse, sia per le infelici battute perfino sulla Teramo calcio. Ora, con la chiusura della Prefettura, attraverso le abili forbici dei ministri Angelino Alfano Marianna Madia, non residua più alcun dubbio. Stesso destino amaro per la Prefettura di Chieti, accorpata a quella di Pescara”.

Lo affermano il vice presidente del Consiglio regionale, Paolo Gatti, il presidente emerito della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e il capogruppo di Abruzzo Futuro, Mauro Di Dalmazio, sulla scelta del Governo di accorpare la Prefettura di Teramo a quella dell’Aquila.

“L’Abruzzo – continuano i tre esponenti di centrodestra – sta diventando il luogo geografico di tagli e di maldestri tentativi di risparmio che concretizzano un vero e proprio abbandono del territorio da parte del governo di centrosinistra. Di fronte ad una riduzione del 50% dei presidi di legalità e sicurezza nella nostra regione e del reiterato maltrattamento della Provincia di Teramo in particolare, ma anche, questa volta, di quella di Chieti, non ci limiteremo a chiedere ai parlamentari abruzzesi che sostengono il governo di fare una scelta tra la loro appartenenza partitica e i loro doveri verso l’Abruzzo, ma proporremo in Consiglio un atto formale che impegni il presidente D’Alfonso e il governo regionale ad assumere tutte le iniziative utili per evitare la ulteriore desertificazione della nostra Regione nei servizi fondamentali”.

DI PRIMIO: CHIETI NON SI TOCCA, NCD ESCA DAL GOVERNO

“Prefetture-Uffici territoriali del Governo, delle Questure e dei Comandi dei VV. F. non sono un problema di campanile tra Chieti e Pescara. Ritengo giusto che la città adriatica conservi le sue strutture ma io ho tutto il sacrosanto diritto di difendere, con ogni mezzo, la mia città e la mia provincia”. Lo ha dichiarato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.  

“Non posso assolutamente condividere l’impostazione del ‘Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Intero’ e non si tratta di campanile”.  

“Sono stanco, infatti, di un Governo di centrosinistra che fa il gradasso tagliando le risorse ai Comuni ed intervenendo sui territori con la mannaia senza considerare prima o tentare di capire quali possano essere gli effetti. Sono esausto anche di un partito che si chiama Ncd nel quale sono entrato perché volevo e voglio una forza politica alternativa alla sinistra ma che oggi continua a fare da stampella a Renzi e al renzismo”.

“Nel corso del vertice regionale del partito che si terrà domani non potrò fare a meno di effettuare una seria ed approfondita riflessione sulla mia attuale posizione politica”.