L’AQUILA – Le nuove norme aprono la strada all’internalizzazione del personale impiegato negli appalti della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
È la posizione condivisa dalla CGIL e dalla Fesica-Confsal, che chiedono alla Regione Abruzzo di avviare il percorso previsto dalla legislazione vigente per riportare alle dirette dipendenze dell’azienda sanitaria centinaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi esternalizzati.
La richiesta arriva da Francesco Marrelli, segretario generale della CGIL L’Aquila, e Anthony Pasqualone, segretario generale della FP CGIL L’Aquila, che in una lettera aperta indirizzata all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e al direttore generale della ASL 1, Paolo Costanzi, evidenziano come il ricorso agli appalti abbia determinato negli anni precarietà lavorativa, disparità di trattamento e un progressivo aumento della spesa per beni e servizi. Secondo la CGIL, l’internalizzazione rappresenta oggi una scelta capace di garantire maggiore qualità dell’assistenza, valorizzare il personale e contribuire a una più efficiente gestione delle risorse pubbliche.
Sulla stessa linea interviene Marcello Vivarelli, segretario regionale della Fesica-Confsal Abruzzo, che ricorda come il proprio sindacato sostenga da anni il superamento del sistema delle esternalizzazioni nella sanità.
”Per troppo tempo è stato sostenuto che l’internalizzazione non fosse praticabile. Oggi le nuove disposizioni dimostrano il contrario e offrono finalmente una risposta concreta a una battaglia che la Fesica-Confsal porta avanti da anni”, afferma Vivarelli.
Il segretario regionale condivide le valutazioni espresse dalla CGIL, sottolineando come il tema non riguardi soltanto la tutela dei lavoratori, ma anche il futuro del servizio sanitario pubblico.
”Internalizzare significa garantire maggiore stabilità occupazionale, valorizzare professionalità che già oggi assicurano servizi essenziali e utilizzare in modo più efficiente le risorse pubbliche. Adesso non ci sono più alibi: tocca a Regione Abruzzo aprire immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali e avviare il percorso previsto dalle nuove norme”, conclude Vivarelli.






