ROSETO – Pescatori in stato di agitazione al porto di Roseto (Teramo), a difesa dei loro posti barca e della possibilità di poter continuare a lavorare.
La minaccia è paradossalmente rappresentata dall’avvio imminente dei lavori da parte della Provincia di Teramo, con un intervento di messa in sicurezza che prevede l’ampliamento dell’argine del fiume Vomano con conseguente riduzione della darsena del porto, e di ben 60 posti barca, un terzo di quelli disponibili.
Paradossalmente l’emergenza è scattata in concomitanza con l’annuncio della dotazione finanziaria di 1,6 milioni di euro iscritta nel Masterplan per il sud predisposto dalla Regione Abruzzo, per interventi di miglioria e potenziamento del porto.
Una risposta attesa, seppure tardiva, ai tanti appelli lanciati negli da parte di chi, come Fabrizio De Gregoriis, presidente del Circolo nautico Carlo Vallonchini, che ha realizzato e gestisce da oltre cinquant’anni il porto, a valorizzare e dotare di adeguate infrastrutture uno scalo strategico, che avrebbe grandi margini di crescita.
I pescatori tengono per ora le bocche cucite, in attesa di condividere e concordare la strategia da adottare per tutelare i loro diritti. Si moltiplicano gli incontri tra Comune e Marineria.
L’obiettivo è evitare ai pescatori in esubero di dover utilizzare, in esilio forzato, il porto di Giulianova.




