ORTONA – Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla ditta risultata in una prima fase vincitrice della gara per il dragaggio del porto di Ortona (Chieti), confermando così il pronunciamento del Tar ed aggiudicando definitivamente alla società Co.Ed.Mar. l’appalto dei lavori.

Lo rende noto il consigliere regionale del Pd con delega ai trasporti Camillo D’Alessandro.

“Dunque ricapitolando – dice in una nota – a differenza di ciò che sostenevano i nemici di Ortona e dell’Abruzzo: i lavori si faranno e i fondi non sono stati persi, neanche un centesimo, cosa che al contrario sarebbe puntualmente accaduta se avessimo ascoltato coloro i quali dicevano di non procedere entro i termini alla gara”.

“Mi riferisco ai vari Febbo e alla filiera che porta dritto a una parte di opposizione nel Consiglio comunale di Ortona. Ora dovrà seguire la fase amministrativa relativa a tutti gli atti conseguenti l’aggiudicazione, e dunque il progetto esecutivo presentato dalla ditta aggiudicataria, per cui si auspica che nei prossimi mesi vedremo le draghe al lavoro che porterà i fondali del porto a circa 9 metri”.

“Con le ulteriori risorse che metteremo a disposizione, oltre a quelle già stanziate nel Masterplan, potremo arrivare tranquillamente ai 10 metri di pescaggio, che rappresentano l’obiettivo della svolta perché a quella profondità faranno ingresso le navi di ultima generazione che oggi sono impedite ad entrare a causa dei fondali bassi. A breve presenteremo il pacchetto Ortona, che darà conto degli ulteriori investimenti sullo scalo e sulla città”, conclude.

“Le dichiarazioni di Camillo D’Alessandro appaiono ancora una volta fuori luogo” per il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo.

“Non capiamo su quali basi possa esultare per la decisione del  Consiglio di Stato che in sede giurisdizionale ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla ditta risultata in una prima fase vincitrice della gara per il dragaggio del porto di Ortona, confermando così il pronunciamento del Tar – scrive in una nota firmata insieme al capogruppo degli azzurri al Consiglio comunale Tommaso Cieri -. Si tratta infatti di una sentenza sulla sospensiva, mentre solo il 25 gennaio prossimo entrerà nel merito. Va ricordato, peraltro, che presso il Tar pende ancora il ricorso della prima ditta in graduatoria contro la seconda”.

“I lavori di dargaggio – spiegano Febbo e Cieri – saranno affidati alla seconda ditta che però procederà a depositare le sabbie dragate sulla banchina. Si tratta, è bene ricordarlo, di fanghi classificati B1 e B2 che, secondo offerta di gara, verranno depositati sulla banchina realizzando un cumulo di oltre 14 mt d’ altezza. Gli stessi possono essere smaltiti in due modi: immettendoli nella vasca di colmata, che allo stato non c’è; oppure portandoli in discarica ad un costo di circa 4 milioni di euro che non si sa chi li pagherebbe e con quali fondi”.

“Come si procederà? – si domandano Febbo e Cieri – È presumibile, come avevamo già previsto, che si verificherà un aggravio dei costi, così come risulta quanto meno difficile che l’iter si concluda entro il 31 dicembre, data oltre la quale la Regione rischia di perdere i fondi a disposizione”.

“I tempi, per forza di cose si allungheranno. Noi avevamo ragione: è questo il dato di fatto e non capiamo sinceramente cosa abbia da gioire D’Alessandro; anziché lanciarsi in annunci di dubbia realizzazione, si preoccupi piuttosto di trovare una soluzione per lo smaltimento dei fanghi perché quella dovrebbe essere una sua priorità. Eviti di eccedere in presunzione ed arroganza perché così facendo è sempre a rischio figuracce”.