POPOLI – Per i pendolari che si spostano tra Pescara e L’Aquila, era una piacevole abitudine fermarsi a comprare ortaggi, aglio rosso, e anche ciliegie della Valle Peligna, mangiare un panino con la porchetta, nei pressi della rotonda tra il casello autostradale Bussi-Popoli dell’A25, e il bivio in direzione capoluogo, lungo la statale 5.

Ora non sarà più possibile farlo, perché un’ordinanza sindacale del 30 agosto del Comune di Popoli, ha proibito l’esercizio commerciale su quel tratto di strada. A quanto pare per ragioni di sicurezza stradale.

Una decisione che ha lasciato esterrefatti i piccoli agricoltori dei comuni vicini che da decenni, con tutte le autorizzazioni del caso, erano soliti allestire le loro pittoresche bancarelle.

“Una decisione che non capiamo – spiega ad Abruzzoweb uno di loro, che però vuole rimanere anonimo – non vedo quale rischio poteva crearsi. Le nostre bancarelle erano vicino alla rotonda, dove la velocità dei veicoli diminuiva, e c’era tutto lo spazio per accostare e sostare senza creare problemi”.

A chiedere chiarimenti anche il battagliero Dino Rossi dell’associazione di allevatori Cospa, che vive nella vicina Ofena e che ha annunciato che chiederà chiarimenti al prefetto di Pescara Francesco Provolo.

“Abbiamo fondati dubbi – anticipa Rossi – sulla competenza territoriale del Comune di Popoli su quel tratto di strada, che secondo noi è invece in capo all’Anas, che contattata ha detto di non sapere nulla di questa ordinanza”.

“Su quel sito – aggiunge Rossi – i piccoli agricoltori dei comuni vicini commercializzano i loro prodotti da decenni, era per loro una piazza di vendita importante, perché molto trafficata, e non hanno mai dato fastidio a nessuno, anzi hanno offerto un servizio gradito a tantissimi pendolari e turisti, che potevano trovare a buon prezzo primizie di stagione e un piacevole punto di sosta e ristoro”.

I piccoli agricoltori “sfrattati” dalla statale sono pronti anche a rivendicare i loro diritti, sanciti dalle leggi che regolano il commercio ambulante.

“Ricordo che in base al decreto legislativo 228 del 2011 – spiega ad esempio Rossi – ai piccoli agricoltori è consentito, rispettando ovviamente tutte le regole, vendere i loro prodotti su tutto il territorio della Repubblica, evidentemente Popoli non fa parte della Repubblica italiana”.