VASTO – “A settembre, quando si valutava la localizzazione a Vasto per l’insediamento di Renexia, autorevoli esponenti del centrosinistra chiedevano a gran voce le dimissioni del sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo. Oggi che l’investimento è stato ufficialmente indirizzato su Ortona, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, si è affrettato a registrare uno dei suoi soliti video per attaccare e scaricare le responsabilità sulla Regione Abruzzo e sul presidente Marco Marsilio“.

Così, in una nota, il senatore Etel Sigismondi, segretario regionale di FdI in Abruzzo, in merito alle polemiche riesplose intorno al polo industriale per la produzione di turbine eoliche di Renexia, del gruppo abruzzese Toto, che per questioni tecniche e logistiche ha scelto Ortona anziché Vasto per l’ investimento da 850 milioni di euro che porterà alla creazione di oltre 3.100 posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungono circa 2.000 occupati nell’indotto.

“Una mossa preventiva, dettata dal principio secondo cui ‘la migliore difesa è l’attacco’, utile solo a evitare di essere ripagato con la stessa moneta prima ancora che qualcuno chiedesse le sue dimissioni – scrive Sigismondi – In realtà, in questi mesi nessuno ha visto il sindaco Menna particolarmente impegnato nel favorire la localizzazione di Renexia a Vasto, né come primo cittadino né come presidente della Provincia di Chieti”.

“Del resto, la pigrizia dell’amministrazione vastese è ormai nota a tutti – sottolinea – Può stare tranquillo, però, il sindaco Menna: a differenza di quanto fatto dai suoi compagni di coalizione, per questa vicenda nessuno chiederà le sue dimissioni. La smetta, tuttavia, di fare la vittima. Il territorio del Vastese, con il centrodestra alla guida della Regione Abruzzo, beneficia di una straordinaria attenzione, come mai era accaduto in passato”.

“Gli investimenti sul porto di Vasto e l’impegno per la realizzazione del nuovo ospedale sono solo alcuni esempi concreti. Oggi, come nove mesi fa, ritengo profondamente sbagliato trasformare la vicenda Renexia in un derby tra Vasto e Ortona. Non saranno 45 chilometri più a nord o più a sud a fare la differenza. La vera differenza, per il nostro territorio, ci sarebbe stata se la fabbrica per la produzione di turbine eoliche fosse stata realizzata lontano dall’Abruzzo; e il pericolo che ciò accadesse era concreto”, evidenzia Sigismondi.

“Le ricadute occupazionali e il reperimento di manodopera specializzata per il nuovo stabilimento, infatti, non interesseranno soltanto una parte della provincia di Chieti, ma l’intero territorio regionale. È già accaduto con Amazon, la cui localizzazione a San Salvo è stata resa possibile grazie al ruolo determinante della Regione Abruzzo e del presidente Marsilio. La nuova fabbrica potrebbe, inoltre, favorire la riconversione di aziende che oggi operano nel settore automotive, un comparto attualmente in forte difficoltà. Questa transizione rappresenterebbe un’importante opportunità per salvaguardare, rilanciare e creare occupazione nel nostro territorio. Bene ha fatto, dunque, la Regione a proporre due siti diversi pur di trattenere l’investimento in Abruzzo”.

“Come è stato sempre chiaramente ribadito, però – aggiunge -, l’individuazione finale del sito spettava, com’è giusto che sia, unicamente alla società. Se alla fine la scelta è ricaduta su Ortona — e il sindaco di Vasto lo sa bene, anche se sui social racconta un’altra storia — ciò è dipeso esclusivamente dalle criticità logistiche evidenziate dall’analisi tecnica realizzata dall’azienda. Il posizionamento dei terreni individuati nel territorio di Vasto avrebbe, infatti, imposto alla componentistica prodotta di dimensioni particolarmente elevate, l’attraversamento della Strada Statale 16 e della linea ferroviaria prima di raggiungere il porto di Punta Penna, con la conseguente necessità di bloccare il traffico automobilistico per consentirne il transito. Tutte le alternative ipotizzate per superare tali evidenti difficoltà, compresa la realizzazione di sottopassi, sono state ritenute non idonee a risolvere le criticità emerse”.

“A Menna e ai rappresentanti del centrosinistra, sempre pronti a sollevare polemiche e poco inclini alla collaborazione istituzionale, evidenzio che, nella fase storica che attraversiamo — caratterizzata da una forte concorrenza non solo tra regioni, ma anche tra nazioni —, l’Abruzzo ha dimostrato ancora una volta di essere attrattivo, competitivo e capace di intercettare investimenti strategici. La sfida che ci attende è ora quella di creare le condizioni affinché il nuovo insediamento produttivo si concretizzi”.

“Perché, senza voler spegnere gli entusiasmi, va ricordato che il percorso per la realizzazione della fabbrica è ancora lungo e complesso. È su questo obiettivo che la politica abruzzese dovrebbe concentrare il proprio impegno: lavorare insieme perché Renexia diventi davvero un’occasione di sviluppo per l’intero Abruzzo”, conclude Sigismondi.