CHIETI – Lavoratori in stato di agitazione, perché sono la metà di quelli che occorrerebbero per tenere aperti musei che conservano capolavori e vestigia del passato d’Abruzzo, per rendere fruibili splendide chiese e abbazie.
Strutture senza impianti anti incendio a norma, ed efficaci sistemi di sicurezza, in attesa di bandi attesi da anni.
Poche risorse per organizzare eventi e per un’adeguata promozione.
E il quadro preoccupante tracciato nel corso di una riunione, indetta dai sindacati, domenica scorsa al Museo La Civitella di Chieti, a cui hanno preso parte una cinquantina di dipendenti, del Polo museale d’Abruzzo, articolazione del Ministero dei Beni e delle attività culturali, nato nel 2014 con la riforma dell’ex ministro Dario Franceschini, con l’obiettivo “di potenziare le attività di valorizzazione dei musei italiani”. Polo museale attualmente diretto da Lucia Arbace.
La riunione è stata convocata nei giorni in cui si discute sulla bozze di riforma dell’assetto territoriale del Mibac, a cui sta lavorando la commissione di studio che si è insediata al Ministero a gennaio 2019, in vista di un decreto legge atteso prima dell’estate. L’ipotesi è quella infatti di rimodulare l’attuale assetto dei Segretariati regionali, istituendo sette o al massimo otto Segretariati interregionali. Quello abruzzese così sarebbe accorpato con i Segretariati della Sardegna e del Lazio. Con sede centrale, c’è da scommetterci, a Roma, anche per la sua posizione baricentrica, rispetto alle atre due regioni. Il sottosegretario Mibac Gianluca Vacca, abruzzese e del Movimento 5 stelle, ha però assicurato che non ci sarà nessuno scippo e potenziamento, e che si tratta solo di una delle ipotesi in campo. Ma la preoccupazione resta comunque alta.
Il problema della gestione dei beni culturali, però, a sentire i convenuti al Museo La Civitella, riguarda anche l’attuale efficienza della rete museale abruzzese, oltre che i futuri assetti organizzativi.
Come spiega ad Abruzzoweb Pasquale Di Loreto, rsu della Cgil.
“Per poter gestire in modo ottimale la rete museale abruzzese serivrebbe almneo i doppoi degli attuali 100 addetti crica – , evidenzia innanzitutto, ricordando che “buona parte del personale sono i cosiddetti custodi, che non si limitano certo ad aprire e chiudere un museo. La gestione è più complessa ed articolata, e non ci le forze sufficienti, è o dovrebbe essere un servizio di accoglienza a 360 gradi, al passo con i tempi, da aggiornare con corsi di formazione più frequenti, ma che inutile dirlo, non vengono fatti”.
“Per aumentare le visite, per attrarre i turisti, sarebbe necessario organizzare un numero ben superire di eventi, occorrerebbero risorse economiche da investire in promozione, in campagne pubblicitarie, anche fuori i confini regionali. ma questo non non accade”, aggiunge poi.
Oltre al personale, c’è il problema della qualità e della sicurezza delle strutture.
“Gli impianti anti incendio sono datati – rivela Di Loreto – , andrebbero ad esempio sostituiti gli estintori, ma è dal 2015 che il Polo museale non fa il bando di gara. Lo stesso problema si riscontra con i sistemi di allarme, che sono obsoleti e andrebbero potenziati e rinnovati, e sopratutto andrebbero dati in gestione a istituiti di sorveglianza, pronti ad intervenire in modo tempestivo in caso di emergenza”.
Giova dunque elencare gli scrigni traboccanti di tesori che, con così pochi mezzi e così tanti disagi, i dipendenti del Polo museale si trovano a dover gestire: il Munda dell’Aquila, il museo archeologico La Civitella e Villa Frigerj di Chieti, la Casa natale di Gabriele D’Annunzio di Pescara, i musei delle Paludi e di Arte Sacra di Celano (L’Aquila), il museo archeologico di Campli (Teramo), la Taverna Ducale di Popoli (Pescara)
E ancora, le abbazia di San Clemente a Casauria di Castiglione a Casauria (Pescara), di San Giovanni in Venere a Fossacesia (Chieti), di Santo Spirito al Morrone di Sulmona (L’Aquila)
Infine, le chiese di San Bernardino a L’Aquila, di San Domenico al Corso a Chieti, di San Bartolomeo a Carpineto della Nora (Pescara), di San Pietro in Alba Fucens, a Massa d’Albe (L’Aquila), di San Pietro ad Oratorium di Capestrano (L’Aquila).
Luoghi meravigliosi che potrebbero essere anche affittati per eventi pubblici e privati, come avviene altrove, Ma anche questo non accade.
“E’ ovvio che strutture in queste condizioni, non pienamente a norma, con una manutenzione che lascia a desiderare, non sono appetibili come location, eppure questo porterebbe con gradi benefici in termini di entroiti economici extra”.




