AVEZZANO – “Forse siamo l’unica città, non solo in Abruzzo, ma in Italia dove gli amministratori si sono spogliati delle proprie identità politiche e anche delle tessere, tranne quella della città. E questo ci ha consentito di fare grandi cose, nell’esclusivo interesse di Avezzano e degli avezzanesi”.

Ultimi fuochi di campagna elettorale delle comunali di Avezzano del 24 e 25 maggio, e in un’intervista ad AbruzzoWeb, Giovanni Di Pangrazio, 71enne sindaco uscente e ricandidato per il secondo mandato consecutivo, il terzo in assoluto.

Di Pangrazio, ex direttore generale della Provincia dell’Aquila, è sostenuto da dieci liste, di cui sette civiche (Avezzano al centro, Civica per Avezzano, io amo Avezzano, Aree interne, Io sto con Avezzano, Lista Az, Scelta libera) e tre politiche, Lega, Udc e Azione Politica.

Nell’intervista Di Pangrazio elenca i risultati portati a casa, e quello che intende fare nei prossimi cinque anni dicendosi certo della vittoria, anche al primo turno.

Lanciando poi l’obiettivo 2026-2031: “in questi prossimi cinque anni i giovani  faranno esperienza perché io mi dedicherò molto a loro, a far vedere come si amministra una città, insegno all’università proprio Diritto degli enti locali, come si gestiscono i Comuni e voglio trasferire queste competenze ai giovani che amano realmente la politica e ne vedo proprio tanti nella fantastica squadra dei nostri 240 candidati. E sono certo che Avezzano potrà esprimere una classe politica importante anche a livello regionale e nazionale”.

Giovanni Di Pangrazio “campione del civismo”, ma i suoi avversari la criticano per questo, parlando di “minstrone”.  Cosa risponde?

Vado orgoglioso di aver diretto e coordinato una fantastica squadra, una squadra di consiglieri e di assessori che veramente hanno dato tutto loro stessi al servizio della nostra città. Mai una lite, mai una contrapposizione, ma sempre ha privilegiato il senso del fare, e soprattutto del fare insieme. E questa è una grande soddisfazione perché forse siamo una delle pochissime città, non solo in Abruzzo, dove gli amministratori si sono spogliati delle proprie identità politiche e anche delle tessere, tranne quella della città, per collaborare insieme oltre gli steccati.

Riavvolgiamo il nastro di questi cinque anni di consiliatura: quali sono i risultati che si sente di esibire davanti agli elettori?

Abbiamo fatto delle realizzazioni imponenti, abbiamo utilizzato 24 milioni di Pnrr, forse siamo stati uno dei pochi comuni in Abruzzo ad aver ottenuto questo risultato. Siamo in dirittura d’arrivo per il nuovo municipio, stiamo chiudendo a giugno due asili nido e una scuola materna, abbiamo utilizzato fondi per le strade, abbiamo utilizzato fondi Fsc per progettare un velodromo e un centro congressi nella zona nord di Avezzano per circa 15 milioni di euro.

Per quello che riguarda le politiche culturali?

Abbiamo riportato la cultura all’attenzione dei nostri cittadini, Avezzano non aveva questa vena storica e culturale, essendo una città moderna ricostruita dopo il terremoto del 1915 e invece oggi con il teatro, con la prosa, con la musica, con gli spettacoli in piazza, con le pinacoteche, con le mostre di pittura, abbiamo veramente fatto riscoprire Avezzano anche da questo punto di vista.

Lei ha insistito in campagna elettorale con l’obiettivo 2031, ovvero?

In questi prossimi cinque anni che faranno a fianco a me, i giovani  faranno esperienza perché io mi dedicherò molto a loro, a far vedere come si amministra una città, insegno all’università proprio Diritto degli enti locali, come si gestiscono i Comuni e voglio trasferire queste competenze ai giovani che amano realmente la politica e ne vedo proprio tanti nella fantastica squadra di 240 candidati. E sono certo che Avezzano potrà esprimere una classe politica importante  al livello regionale e nazionale. Con parlamentari, aggiungo, eletti dal popolo, sperando che il governo e le altre forze di opposizione si ravvedano un po’ e non seguano la strada della nomina del parlamentare da parte delle segreterie, ma del voto alle urne e delle preferenze.

Parliamo poi della politica dei rifiuti: che risultati avete ottenuto?

Proprio oggi parlavo con un professore di Diritto civile che si è complimentato perché vede una città pulitissima. Dal 2012  siamo stati uno delle prime città che ha fatto la raccolta differenziata e ormai abbiamo raggiunto il 77% e dire non solo brava alla società che gestisce questo servizio ma devo dire bravi a tutti i cittadini di Avezzano per il loro senso civico.

Altro capitolo centrale per la Marsica e per Avezzano è l’agricoltura.

Sul Fucino stiamo investendo molto, dobbiamo riprendere il progetto dell’invaso che si è fermato. Ho parlato col vice presidente assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, che ha promesso che  nei prossimi giorni  solleciterà la conclusione dell’iter progettuale. Abbiamo fatto l’accordo con il Crua per rientrare nella compagine societaria con l’obiettivo che il centro di ricerca sia a disposizione degli agricoltori, attraverso le analisi delle sementi. Abbiamo fatto l’accordo con l’Università di Teramo per avere ad Avezzano la facoltà di Agroalimentare. Ora vogliamo far leva sulla legge regionale del 2015  sulla Banca della terra. Abbiamo già fatto riunioni con gli agricoltori: c’è tutta una serie di terreni abbandonati che vanno da Avezzano fino a Collarmele  su cui si possono reimpiantare vigneti, tenuto conto che le temperature medie si sono alzate rispetto al passato.

Un tema molto frequentato in campagna elettorale è stato quello della sicurezza. Avezzano è una città oggi sicura?

Il governo deve mettersi la mano nella coscienza: non può lasciare ai sindaci d’Italia soli davanti ai fenomeni criminosi. Devono essere fatte leggi efficaci  con pene certe per chi commette reati, non è possibile che la fragranza di reato non possa essere allungata a due tre giorni per poter consentire alle forze dell’ordine di assicurare alla giustizia il delinquente, ma solo nella mezz’ora successiva. Questo impedisce ai giudici di poter confermare e convalidare l’arresto. Se ci sono degli immigrati che delinquono, nel momento in cui vengono condannati, vanno restituiti nelle nazioni da dove provengono. Detto questo noi sulla sicurezza abbiamo fatto tutto il possibile, ci siamo dotati di 180 telecamere  che a breve come da protocollo con la Prefettura saranno collegate in tempo reale con la questura e con i carabinieri. Nel capitolo sicurezza metto anche la prevenzione, e ne facciamo tanta, nelle scuole, con le associazioni sportive con le parrocchie.

Capitolo infrastrutture: che fine ha fatto, almeno per il tratto di Avezzano verso Roma la velocizzazione della ferrovia?

Questo era un progetto importante che doveva partire da Civitavecchia e poi andare verso l’Adriatico. Avevamo 630 milioni già stanziati per l’Avezzano-Roma con la velocizzazione di del tratto di Tagliacozzo. Poi sono spariti i soldi, destinati ad altro quindi anche su questo faccio un invito perché tutte le forze politiche si uniscano, come deve accadere quando si tratta di fare il bene dei nostri territori. Avezzano e la Marsica stanno al centro dell’Italia, sono uno snodo tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest, questa grande opera dovrebbe essere strategica e prioritaria.