SULMONA – Non sono state sufficienti le argomentazioni del sindacato di polizia Coisp per convincere il Ministero degli Interni a rivedere la scelta di chiudere il posto fisso di polizia della stazione ferroviaria di Sulmona (L’Aquila), inserito tra 34 uffici tra Polfer e Stradale da dismettere.
All’incontro di ieri a Roma, presieduto dal direttore centrale delle Specialità Roberto Sgalla, con i direttori delle Specialità e dell’Ufficio relazioni sindacali e delle risorse umane, c’erano il segretario generale aggiunto del Coisp Domenico Pianese, il segretario nazionale Mario Vantone ed il segretario generale della provincia dell’Aquila Santino Li Calzi.
L’ultima parola spetterà comunque al capo della polizia Franco Gabrielli.
“Il prefetto Sgalla nell’esporre i motivi che hanno indotto l’amministrazione a predisporre l’attuale piano di chiusura dei presidi di polizia ha riferito che non si chiudono per mancanza di personale ma in quanto non ritenuti più funzionali alle esigenze di sicurezza dei territori visti i numeri esigui di treni e personale che insistono presso gli scali ferroviari – spiegano in una nota -. Secondo l’amministrazione di Polizia a Sulmona transitano 54 treni giornalieri con una frequenza annua di 259mila passeggeri, inoltre dal 1 gennaio 2013 al 30 novembre 2016 sono state presentate 33 denunce, vi sono state 13 persone denunciate ed un arresto”.
“Il Coisp ha subito smentito tali dati – continua la nota – presentando i fogli giornalieri dei treni previsti per la giornata di ieri che ammontano a 78 e che dai calcoli effettuati i passeggeri annui ammontano a 529mila, senza contare i 24 treni storici che sono utilizzati da circa 400 passeggeri ognuno. Per quanto riguarda i dati di polizia giudiziaria, è proprio la vigilanza degli operatori di Polizia che rendono sicura la stazione ferroviaria dello scalo peligno che, se abbandonata a se stessa potrebbe diventare ‘terra di nessuno’ e luogo di ritrovo di persone socialmente pericolose (cosa che avviene in tutte le stazioni abbandonate)”.
Il Coisp annuncia che cercherà ancora di far cambiare opinione sulla chiusura della Polfer di Sulmona, “adesso serve la mobilitazione del territorio per convincere la politica a fermare questa sciagurata ipotesi, noi continueremo a raccogliere le firme, a chiedere un incontro al prefetto di L’Aquila, ad organizzare presidi ma a questo punto solo la politica può fermare questo treno”.





