POGGIO PICENZE – “Poggio Picenze come San Silvestro a Pescara. Anzi, peggio”.

A parlare è Giampiero Manilla, capogruppo di minoranza al Comune di Poggio Picenze (L’Aquila), che lancia l’allarme e attacca il sindaco, Nicola Menna, sulla questione relativa alla recente installazione nel piccolo borgo dell’Aquilano di due nuove antenne telefoniche, di cui una in banda Lte, proprio utilizzando il parallelismo con la località pescarese dove da anni è polemica.

Interpellato da AbruzzoWeb, il primo cittadino non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, preferendo approfondire la vicenda con i suoi collaboratori prima di commentare.

Le due nuove antenne contestate andrebbero ad aggiungersi ad altre tre già preesistenti in paese e la cui installazione, a detta dello stesso Manilla, oltre a non essere disciplinata da un regolamento che ne permetta un utilizzo effettivamente in sicurezza, sarebbe avvenuto all’insaputa degli esponenti di minoranza e di tutti i cittadini. 

Un problema, quello relativo all’elettrosmog, in realtà già affrontato in precedenza a Poggio Picenze, dove negli anni passati gli abitanti hanno più volte protestato proprio a causa della presenza di impianti del genere. Una sorta di deja vù, quindi, su cui il capogruppo e tutta la minoranza intendonoancora una volta fare chiarezza. 

“Il sindaco – racconta il capogruppo – ha dichiarato di non saperne niente, in occasione dell’ultimo Consiglio comunale che si è tenuto il 28 novembre scorso. Un signor sindaco non può sapere nulla non è assolutamente credibile, ancora una volta si è venuto meno al diritto dei cittadini e dei consiglieri di essere informati”.

“Piuttosto – chiede Manilla al sindaco – dove vuoi portare questo paese? Si vede che non lo ami, lo stai svendendo. Tanto per informarti, la banda Lte arriva ad emettere onde elettromagnetiche almeno quattro volte più potenti delle normali, sommala alle altre tre e facci sapere che fine vuoi far fare a i tuoi concittadini”. 

LA NOTA COMPLETA

Poggio Picenze come San Silvestro, a Pescara. Anzi peggio. Installano altre due nuove antenne e l’amministrazione non sa niente.

“Io non so niente”. Così ha dichiarato il sindaco Nicola Menna in occasione dell’ultimo Consiglio comunale che si è tenuto il giorno il 28 novembre scorso.

Anni fa, in quello che era un ridente paesino baciato dal sole ed appetibile per via della sua posizione geografica, venne installata un’antenna per la telefonia mobile. Prima che la stessa entrasse in funzione, furono indette assemblee popolari, riunioni, si fecero cortei, petizioni  ove la contrarietà dei cittadini fu tanto forte da costringere il Consiglio Comunale ad esigere un regolamento.

Quel regolamento non fu mai fatto anche perché subito dopo cambiò amministrazione.

Nell’anno 2012, durante il periodo natalizio, all’insaputa della cittadinanza ed anche di qualche amministratore, ma diciamo anche di un assessore, il paese ha visto erigere una seconda antenna.

Il gruppo di minoranza si è adoperato per impedire che l’antenna venisse posizionata a ridosso del paese e nulla sortì una denuncia per gravi inadempienze amministrative alla Procura della Repubblica dell’Aquila fatta da oltre cento persone.

Il regolamento che avrebbe dovuto disciplinare tale materia fu redatto solamente dopo l’installazione, ma che regolamento! 

Quello proposto dalla minoranza fu completamente ignorato e esso suggeriva una distanza delle antenne dal paese di almeno 300 metri ed i proventi al Comune non ai privati.

Siamo ora nel 2014, periodo prenatalizio e anche questa volta all’insaputa di tutti, nei pressi delle due antenne si notano dei movimenti di uomini e mezzi. 

Passano pochi giorni e, la mattina del 26, cinque operai cominciano a scaricare materiale da un furgone poi vanno via. Si va in Comune a chiedere notizie, il personale addetto ci informa che quei lavori riguardano solamente piccoli adeguamenti. 

Passa il giorno 27. Il mattino del 28, sempre nello stesso luogo, si notano di nuovo il furgone bianco, i cinque operai, parabole, pannelli radianti di enormi dimensioni, cavi elettrici per centinaia di metri e molto altro.

Cortesemente, in loco si chiedono informazioni, ci si risponde  che si stanno montando due nuovi apparati per la telefonia mobile, uno per la Vodafone e l’altro  per la nuova tecnologia Lte a banda larga.

Nella stessa mattinata si informa e si relaziona di nuovo l’ufficio tecnico il quale, preso atto delle novità, provvede immediatamente a bloccare i lavori. Questi ultimi però a detta dei residenti si sono protratti fino alle ore 16,45.

Nel pomeriggio della medesima giornata, alle ore 15, riuniti nell’aula consiliare per una seduta, prima di  passare all’apertura della stessa, il capogruppo di minoranza prende la parola ed informa il consiglio.

Nessuno  della maggioranza pronuncia parola, nessuno è al corrente dei lavori. 

Lo stesso sindaco, come su riportato, dichiara di non sapere nulla. 

Un signor sindaco non può non sapere nulla, non è assolutamente credibile, ancora una volta si è venuto meno al diritto dei cittadini e dei consiglieri di essere informati.

Piuttosto signor sindaco, dicci, dove vuoi portare questo paese? Si vede che non lo ami, lo stai svendendo.

Tanto per informarti la Lte arriva ad emettere onde elettromagnetiche almeno quattro volte più potenti delle normali, sommala alle altre tre e facci sapere  che fine vuoi far fare ad i tuoi concittadini, poi detrai i proventi dalle casse del Comune e prova ad immaginare il risultato. 

Complimenti signor sindaco.