POGGIO PICENZE – “Oggi è una giornata di festa e che guarda al futuro: restituiamo alla collettività il nostro municipio, non solo a massima sicurezza sismica, ma a consumo energetico quasi zero, compiendo una altro importante passo verso il completamento della ricostruzione post terremoto”.
Così Antonello Gialloreto, sindaco di Poggio Picenze, in provincia dell’Aquila, che a 17 anni dal sisma del 6 aprile 2009, ha oggi tagliato il nastro del municipio finalmente ristrutturato con un intervento dal valore di circa 750.000 euro.
Al fianco del primo cittadino, Debora Visconti, presidente dell’Unione dei Comuni Montagna aquilana e sindaco della vicina Sant’Eusanio Forconese, Enrico Bianchi, dirigente dell’area giuridica dell’Ufficio speciale ricostruzione dei comuni del cratere 2009 (Usrc).
Presenti all’inaugurazione anche i costruttori Gadaf e Jaser Haliti, della H edilizia generale, che ha realizzato l’opera assieme al direttore tecnico del cantiere, della H Edilizia, Raffaele Boiocchi, il progettista e direttore dei lavori, Nicola Del Ciotto, della Valeo srl.
Il rinnovato municipio è ora ad altissima efficienza energetica, classificabile come Nzeb (Nearly Zero Energy Building), grazie all’integrazione di tecnologie e sistemi in grado di ridurre significativamente i consumi e migliorare le prestazioni complessive dell’immobile. Ultima fase prima della riapertura e piena operatività del municipio, prevista entro giugno, saranno i lavori di riqualificazione dell’area esterna oltre all’arredamento degli uffici.
Il cantiere, affidato alla H edilizia generale, avviato nel febbraio 2025 e concluso a febbraio scorso è stato finanziato con 600.000 euro di fondi Cipe, per il consolidamento strutturale, e 150.000 euro di fondi Gse, per l’efficientamento energetico.
Ha ancora detto il sindaco Gialloreto, “le soluzioni progettuali adottate ci consentiranno di risparmiare decine di migliaia di euro in bollette energetiche che potremmo destinare ad altre finalità. Sono stati ripensati anche gli spazi interni: la sala consiliare, ad esempio, assieme agli uffici Anagrafe e Protocollo, sono sati spostati dal primo piano al pianterreno per garantire la massima accessibilità a cittadini e utenti, abbattendo di fatto una barriera architettonica”.
Nel suo intervento Visconti ha sottolineato che “riconsegnare una sede comunale è un tassello molto importante per la vita amministrativa e sociale del paese, perché è la casa di ogni singolo cittadino. Mi congratulo con l’amministrazione comunale di Poggio Picenze, tenuto conto che la ricostruzione post sisma degli edifici pubblica comporta iter burocratici complessi e tempistiche e tempi non brevi”
Ha detto a sua volta Bianchi, in rappresentanza dell’Ursc: “Il recupero di un edificio municipale ha una forte valenza simbolica ma in questo caso esemplari è stata, otre ovviamente alla sicurezza sismica, la rifunzionalizzazione degli spazi e alle tecnologie utilizzate che consentiranno quasi di azzerare i costi energetici”.
Un momento di soddisfazione anche anche per H edilizia e ha detto Gadaf Haliti.
“L’intervento, durato un anno, ha richiesto un’attenta gestione delle fasi operative e un lavoro coordinato tra tutte le figure coinvolte, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza un edificio sicuro, moderno e funzionale, e siamo davvero soddisfatti del risultato. Innovazione tecnologica, efficienza energetica e qualità costruttiva si sono integrati per dare forma a uno spazio pensato per durare nel tempo e rispondere alle esigenze della collettività.
Ha aggiunto il fratello Jaser Haliti, “C H Edilizia Generale conferma il proprio interesse nella realizzazione di opere che non siano solo strutture, ma elementi fondamentali per la crescita, la sicurezza e la qualità della vita dei territori in cui opera.
“Essere parte di questo progetto rappresenta per noi un motivo di grande soddisfazione – ha infine sottolineato l’architetto Raffaele Boiocchi -. Non si è trattato solo di un intervento edilizio, ma della possibilità concreta di contribuire alla restituzione di un luogo strategico per la comunità. Restituire valore a un edificio pubblico significa rafforzare il legame con il territorio e partecipare attivamente al suo sviluppo”.





