L’AQUILA – Aumento delle segnalazioni per carenza di personale, infinite liste d’attesa e infezioni all’ospedale dell’Aquila. La denuncia arriva dal Tribunale per i diritti del malato, organizzazione di Cittadinanzattiva che da anni tutela e promuove i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali.

“Sono problematiche che i pazienti percepiscono – dice la responsabile, Maria Caterina Sirolli – ultimamente sono aumentate le segnalazioni per la carenza di personale in alcuni reparti ed il paziente lo avverte, poi per alcuni interventi le liste d’attesa sono molto lunghe, questo significa che quando il paziente ha una determinata urgenza, che magari non viene segnalata come tale ma lo è, va dal privato, abbiamo un ricorso al privato che va aumentando notevolmente”.

“Poi – aggiunge – c’è il diffondersi della problematica delle infezioni ospedaliere che si registrano in numero sempre maggiore e abbiamo avuto ben tre segnalazioni. Questo spaventa, mette paura, ovviamente”.

Ma sono anche altre le problematiche che il paziente avverte e che “devono trovare soluzione”, dice la Sirolli.

“Abbiamo medici che sono andati via, il paziente seguito da quel medico tende ad andar via, a seguire, se può, quel medico. Questo comporta una spesa per il cittadino e non tutti possono permetterselo”.

“Spesso abbiamo delle interruzioni del servizio Adi, l’assistenza domiciliare integrata, che ricadono sul paziente costretto a casa che deve seguire per forza una determinata fisioterapia – aggiunge la responsabile del tribunale per i diritti del malato dell’Aquila – I problemi sono tanti, noi non vogliamo entrare in quella che è la discussione politica, registriamo solo l’aumento notevole delle segnalazioni”.

“Se con la direzione della Asl c’è una interlocuzione? Di solito sì – dice la Sirolli – ma nel momento in cui ai problemi viene anteposto un discorso economico per il quale non si può fare altro, quindi il personale non può essere sostituito perché non ci sono i fondi, i concorsi non vengono banditi e di conseguenza i posti rimangono vuoti, bene, davanti ad una problematica del genere l’interlocuzione si può fare ma fino ad un certo punto. Perché nel momento in cui ci viene detto che il debito della sanità è alto, noi non possiamo fare altro”.

“Oggetto di lamentela da parte dei pazienti che si sono rivolti recentemente a noi è il fatto che sovente la farmacia ospedaliera non è in grado di fornire il farmaco richiesto – aggiunge – Questo ovviamente crea angoscia ai pazienti o a chi per loro se ne occupa, che in qualche modo deve riuscire ad ottenerli. Si passa da una farmacia privata all’altra, in qualche caso persino fuori regione!”.

Dal punto di vista del numero di segnalazioni, “avevamo registrato un certo stallo un paio d’anni fa, quando le denunce erano un pò di meno e meno importanti”, ricorda, “invece nei mesi di luglio e agosto 2017 ne abbiamo avuto parecchie”.

“A volte sono scritte, quindi le mandiamo avanti, anche con il supporto legale del nostro avvocato, altre volte le persone vengono da noi a lamentarsi ma non hanno il coraggio di esporsi, anche perché hanno il timore poi di dover rientrare nello stesso reparto”.

Dal Tribunale per i diritti del malato una stoccatina anche ai medici di famiglia.

“La medicina di base purtroppo non è organizzata – afferma la Sirolli – e il paziente anche per delle cose per cui potrebbe essere curato dal medico di base si rivolge al pronto soccorso, che ovviamente è pieno. Il pronto soccorso ha anche delle strutture a disposizione che sono molto importanti, come ad esempio la radiologia, ma che nel pomeriggio chiude, non funziona. Tutte quelle urgenze che si vengono a creare nei vari reparti finiscono quindi nel pronto soccorso che si affolla ulteriormente”.

“La nostra collaborazione con le Direzioni è puntuale e serena – tiene a precisare la Sirolli – mira sempre ad un miglioramento del servizio a favore dei pazienti e noi, comunque, siamo convinti che in alcuni casi un’organizzazione diversa del servizio a diversi livelli potrebbe snellire il servizio stesso ed agevolare i pazienti”.

L’organizzazione va rivista tutta quanta se vogliamo che i pazienti vivano l’ospedale in maniera più serena, noi siamo pronti a collaborare ma bisogna che tutti si rendano conto che i pazienti in questo momento soffrono”, conclude la responsabile dell’associazione.

La sede del tribunale per i diritti del malato dell’Aquila è all’interno dell’ospedale, nell’edificio L2, e può essere contattato all’indirizzo [email protected]. I volontari sono a disposizione 4 giorni a settimana.