L’AQUILA –  Tutti gli ospedali e le case di comunità, previsti in provincia dell’Aquila, finanziate dal Pnrr, saranno operative entro il 31 marzo prossimo, deadline come imposta dall’Unione europea, con la consapevolezza però che serviranno 16 milioni di euro, rispetto ai 7 in cassa, per dotare queste strutture territoriali di non meno di 100 infermieri, oltre ad assistenti sociali,  fisioterapisti, ed altre figure professionali.

Lo ha garantito il direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Paolo Costanzi, nella conferenza stampa nella sede di via Avezzano in cui ha tracciato un bilancio dei suoi primi 150 giorni alla guida dell’azienda sanitaria, in carica da 1 settembre scorso, dopo l’interrengo del facente funzione Carmine Viola, prendendo il posto che è stato dal 2021 al fine maggio dell’anno scorso de dg Ferdinando Romano.

In provincia dell’Aquila, sono previste 23 case di comunità e 3 ospedali di comunità. Le case di comunità dovranno fornire assistenza sanitaria di base e specialistica, inclusi i servizi di prevenzione, diagnosi e trattamento ambulatoriale, disseminate nel territorio, ad esempio all’Aquila, ad Avezzano, Sulmona, Castel di Sangro, Carsoli, Montereale, Trasacco, Rocca di Mezzo, e altri comuni dell’entroterra montano.

I tre ospedali di comunità sono quelli di Pescina e Tagliacozzo e presso il complesso ospedaliero San Salvatore dell’Aquila, pensati per le cure post-acute, riabilitazione e servizi di lungo degenza.

Il tutto per allentare la pressione sugli ospedali maggiori, e con un servizio più vicino ai cittadini e più efficiente. Come riferito da Abruzzoweb, la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti aveva chiesto alla Asl provinciale aquilana dati aggiornati su questa importante partita, paventando ritardi in base ai dati più aggiornati disponibili. Una documentazione in merito è stata fornita nei giorni scorsi dalla Asl, in occasione dell’adunanza plenaria, in cui si dovevano fornire spiegazioni anche su criticità ravvisate nel bilancio 2024.

“E’ vero  – ha sottolineato Costanzi – il Pnrr ha fatto tanta edilizia, ma ora bisogna far sì che dentro quell’edilizia si possa mettere il personale in numero, con le professionalità adeguate, perché noi possiamo fare bellissime case di comunità, ma non possono certo restare scatole vuote”.

E come ha evidenziato il direttore sanitario Viola, al suo fianco in conferenza stampa, “per coprire il fabbisogno degli ospedali e delle case di comunità, probabilmente dovremmo aggiungere circa 100 infermieri rispetto a quelli che abbiamo in dotazione, e ai 49 da assumere previsti nel Piano operativo per il prossimo triennio, e poi dobbiamo aggiungere altre figure professionali  come gli assistenti sociali e i fisioterapisti, quindi quei numeri dovranno necessariamente aumentare per attivare, perché le case della comunità e gli ospedali devono essere funzionati alla data del 31 marzo,

E questo avrà un costo, ammonisce Costanzi, “la stima è di circa 16 milioni di euro, ma il contributo che ci è stato dato per coprire questa partita è di 7 milioni, per cui il problema economico c’è, ma noi non possiamo fermarci e dobbiamo renderle funzionanti entro il 31 marzo”.

E conclude: “avremo dei costi sicuramente aggiuntivi che in qualche modo nel triennio dobbiamo rendere sostenibili, perché altrimenti ospedali e case di comunità non potranno assolvere i compiti per cui sono state pensati, avvicinare la sanità ai cittadini e decongestionare gli ospedali e i pronto soccorso”