L’AQUILA – “Oggi in Abruzzo 3 parchisu 4 sono senza direttore e senza un legittimo presidente, in tutta Italia sono più di trenta i posti vacanti ai vertici dei nostri Parchi Nazionali. Il Parco Nazionale della Majella manca sia di presidente che di direttore; il Parco Nazionale d’AbruzzoLazio e Molise è nella stessa condizione, mentre il Parco Regionale Sirente-Velino continua ad esser commissariato dalla politica abruzzese che lo vorrebbe smantellato ormai da anni”.
Così, in una nota, Stefano Orlandini, presidente della Onlus Salviamo l’Orso, che spiega: “Ricordiamo che la nomina del direttore di un Parco nazionale è di competenza del Ministro dell’Ambiente che sceglie tra i tre nomi proposti dal Consiglio direttivo del Parco stesso, cui spetta il compito di selezionare le persone ritenute più adatte tra i vari candidati, tutti necessariamente iscritti a un albo che individua professionalità idonee a ricoprire tale ruolo”.
“Anche i presidenti dei Parchi- continua – sono nominati con decreto del ministro dell’Ambiente, d’intesa però con i presidenti delle Regioni il che provoca sempre un lunghissimo periodo di stallo dovutoa lle interminabili diatribe tra i politici regionali che spingono ciascuno il proprio candidato, quasi sempre personaggi che non hanno alcuna esperienza o genuino interesse per la conservazione della natura e spesso nemmeno capacità amministrative”.
“Il tutto diventa quindi solo un commercio di poltrone quasi sempreriservate a politici da collocare in ‘pensione’, ma per la nomina del direttore , una volta espletata la procedura amministrativa, la scelta spetta solo al Ministro e solo su di lui oggi ricade la responsabilità di questo ingiustificato e dingiustificabile ritardo”.
“Infatti – sottolinea Orlandini – nel gennaio scorso il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ha finalmente sottoposto al Ministro i tre candidati selezionati ma dopo ben 5 mesi e con un Ente già privo di presidente, Costa continua a non decidere”.
“Oggiil Pnalm è in uno stato di stallo amministrativoc he non ne permette neppure il commissariamento e peraltro ne blocca anche la gestione ordinaria in un momento cruciale che richiederebbe decisioni importanti e univocità di direzione”, osserrva ancora.
“La conservazione dell’orso bruno marsicano è indissolubilmente legata allo storico Parco d’Abruzzo e dagli altri parchi abruzzesi anch’essi purtroppo senza guida, ed il perdurare di questa situazione non può che mettere a rischio il lavoro e di risultati ottenuti nell’ultimo quadriennio”.
“Ci eravamo illusi che con Costa qualcosa cambiasse ma l’ex-forestalesi conferma molto più interessato a coltivare la propria leggenda di impavido oppositore della camorra nella terra dei fuochi che a ridare efficienza e dignità al sistema delle aree protette in Italia”, conclude Orlandini.





