L’AQUILA – “Un anno dopo la nostra mobilitazione, verrà studiata una proposta concreta sul Gran Sasso con le nostre indicazioni che verrà portata e discussa in Consiglio comunale e già questo, per noi, è un grande passo avanti, rispetto alla passata amministrazione”.

Lo assicura ad AbruzzoWeb Luigi Faccia, presidente di SaveGranSasso, che annuncia anche che “l’attuale amministrazione ci ha contattato una ventina giorni fa, dicendo che a breve ci avrebbe convocati per discutere una proposta concreta di rimodulazione dei vincoli e dei confini del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga”.

È passato più di un anno da una delle più partecipate iniziative popolari degli ultimi tempi all’Aquila, l’operazione “SaveGranSasso”, cominciata con il deposito al Comune della comunicazione di indizione della petizione popolare, con 2 quesiti, per cui sono state raccolte oltre 10 mila firme, lanciata dall’associazione “Montagna sostenibile”, che ha più volte stimolato la vecchia amministrazione dell’ex sindaco, Massimo Cialente, e che oggi, con il successore, Pierluigi Biondi, torna a far sentire la propria voce.

UN ANNO DI MOBILITAZIONE

L’atto costitutivo del comitato promotore per il referendum consultivo risalente al 26 agosto 2015 e conteneva una serie di istanze. Ma nell’estate 2016 “il Consiglio superiore della magistratura – spiega ancora il presidente –  ci ha negato l’autorizzazione a procedere con le nostre proposte, poiché ha ritenuto incompatibile la nomina del giudice Giuseppe Romano Gargarella come presidente del Tribunale nella commissione”.

Uno stallo che, però, non ha bloccato i propositi dei promotori: “Siamo ripartiti con un’altra associazione, ai sensi del nuovo regolamento, cambiato nel frattempo dal Comune – prosegue – e ci siamo buttati sulla petizione, così il 21 agosto 2016 nasceva ‘Montagna Sostenibile’, a cui è stato affiancato il gruppo SaveGranSasso”.

Il 29 agosto 2016 è cominciata l’avventura che ha portato a 5.582 firme per il primo quesito e 5.583 per il secondo. “Il primo banchetto di raccolta – ricorda Faccia – è stato posizionato il 24 settembre dell’anno scorso al mercato di piazza d’Armi: 400 firme in un solo giorno, il primo. Non ci aspettavamo una risposta così forte dai cittadini aquilani e questo ci ha dato la conferma che il tema era ed è tuttora particolarmente sentito in città”.

Durante la serata dello Sharper, la notte dei ricercatori di fine settembre, sono state raccolte altre 1.800 firme per entrambi i quesiti: “A mezzanotte avevamo la fila per firmare la petizione”, sottolinea soddisfatto il presidente. 

Al deposito della sottoscrizione, avvenuta il 12 dicembre dell’anno scorso, i delegati per il gruppo erano Serafina Antonacci, Giorgio Fioravanti (attivista del Movimento 5 stelle) e lo stesso Faccia.

Il Comune ha nominato come responsabile Fabrizio Caporale, giornalista e funzionario responsabile del sito Internet istituzionale, per verificare la validità delle stesse. “Da regolamento – specifica Faccia – entro 30 giorni il Comune avrebbe dovuto comunicare l’ammissibilità o meno delle firme, ma questo non è avvenuto, tanto che, con l’avvocato abbiamo diffidato l’ex sindaco Cialente”.

Da quel momento è partito il tanto agognato iter: Caporale il 21 marzo 2017 ha dato il responso ai delegati di SaveGranSasso, confermando 5.577 firme per il primo quesito e 5.578 per il secondo.

“In quella stessa relazione si comunicavano gli atti e l’istruttoria alla Giunta comunale, che doveva deliberare o portarla in Consiglio – prosegue nel racconto – Ma la Giunta non si è mai riunita, il Consiglio è stato sciolto e non ha potuto esprimersi, dunque, anche in questo caso l’amministrazione ha ostacolato la volontà della città dell’Aquila”.

Ora qualcosa sembra essersi mosso. “Siamo stati contattati 20 giorni fa dal Comune, ci convocherà Biondi e apriremo un tavolo di discussione”, assicura il promotore.

Tra i firmatari della petizione, l’attuale vice sindaco Guido Liris, all’epoca consigliere di opposizione, che ha sostenuto sin dall’inizio l’iniziativa: “È stato presente a tutti i banchetti, nessuno escluso, e noi vogliamo ringraziarlo per la sua disponibilità – conclude Faccia – ci ha creduto insieme a noi”.

Hanno firmato anche i nuovi assessori salviniani Emanuele Imprudente e Luigi D’Eramo e il capogruppo Daniele Ferella, oltre al consigliere regionale del Partito democratico ed esperto di montagna Pierpaolo Pietrucci.

I DUE QUESITI DELLA PETIZIONE

Il primo quesito riguardava il riposizionamento del confine esterno del Parco e della zona di protezione speciale (Zps) che, sempre per l’associazione, dovrebbe tener conto di elementi cartografici certi, come fiumi, rilievi montuosi, strade, valli e boschi.

“A seguito del sisma del 2009 e al conseguente allargamento delle zone periferiche della città – specificano dall’associazione – questi vincoli si trovano, ormai, all’interno del territorio metropolitano!”.

Nel secondo quesito, invece, si chiedeva di rivedere la riperimetrazione della area dei siti d’interesse comunitario (Sic) escludendo le zone antropizzate ormai da tempo, tenendo conto, dunque, delle esigenze delle popolazioni locali, in particolare nelle zone di interesse turistico come Chiarino e Fossa di Paganica.

Una situazione che ha portato la passata amministrazione a studiare un progetto di rilancio delle attività turistico ricreative della montagna (Pst), “ignorando totalmente che in area Sic sia impossibile realizzarlo, anche se ecocompatibile – denuncia Faccia – Finché i Sic non saranno rivisti, non si potrà investire su servizi e infrastrutture, per il rilancio economico del Gran Sasso”.