PESCARA – Ha dichiarato di essere stato “vittima di un incantesimo malefico” il senegalese Bakary Camara, che ha confessato di essere l’autore dell’omicidio di Rita Morelli, la studentessa pescarese uccisa lo scorso 23 novembre con tre coltellate nel suo appartamento di East Harlem, New York.
Lunedì scorso l’uomo, 42 anni, durante le fasi preliminari del processo nel quale deve rispondere di otto capi d’imputazione, tra cui omicidio, stupro e violenza sessuale, ha confermato la confessione rilasciata dopo l’arresto un anno fa, aggiungendo anche di essere stato vittima di un maleficio: per questo avrebbe prima tagliato la gola alla trentaseienne e poi avrebbe fatto sesso con il corpo della vittima.
L’uomo aveva aveva ammesso l’omicidio in una lettera e si era poi piantato un coltello nello stomaco.
Il movente del delitto, hanno affermato dall’ufficio del procuratore Cyrus Vance, ancora non è chiaro, ma sembra essere di carattere passionale.
Camara è stato sin dall’inizio formalmente incriminato per omicidio e la sua colpevolezza è stata confermata anche dai test del Dna.
Ora, ha affermato il procuratore distrettuale Cyrus Vance in un comunicato, “rimarrà in prigione a lungo, per avere tolto con violenza a una studentessa innocente”. La sentenza di condanna verra resa nota il 30 ottobre.
Rita Morelli, 36 anni, di Pescara, viveva da cinque anni a New York, dove studiava all’Hunter College.






