PESCARA – “La situazione che si è determinata nella Asl di Pescara con il guasto all’apparecchiatura per la radioterapia e i disagi enormi che ha provocato ai malati oncologici rappresentano una vicenda vergognosa e avrebbero meritato un immediato intervento da parte della Regione”. E’ la denuncia di Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista.
“Proviamo solo a immaginare il calvario di chi, già alle prese col terribile male, ha dovuto interrompere i trattamenti o non li ha potuti iniziare o è dovuto andare fuori Regione”.
“Non si può far finta di niente o attribuire la colpa solo a un guasto tecnico. L’accelleratore si è rotto da tempo, cosa naturale visto che ha circa 20 anni – e pare che ci siano stati problemi da parte del fornitore a procurare il pezzo di ricambio. Emerge chiaramente un deficit di programmazione perché una cosa del genere non era certo imprevedibile essendo la macchina vecchia”.
“I pazienti – continua Acerbo – stanno subendo disagi enormi e solo una parte di loro è stata dirottata a Teramo e Chieti. Mi piacerebbe proprio sapere se sulla base di criteri medici o di conoscenze, relazioni, raccomandazioni come accade di solito nella nostra regione”.
“Per avere una macchina nuova operativa tra gara e lavori non semplici ci vorrà sicuramente più di un anno. Circola voce che forse entro ottobre la macchina vecchia sarà di nuovo funzionante ma, considerata la tradizione a cui siamo abituati, i tempi potrebbero dilatarsi”.
“C’è da domandarsi se Asl e Regione hanno fatto tutto quanto era possibile per alleviare disagi e garantire trattamenti. La mia risposta è no. D’Alfonso aveva promesso coccole ai malati e che la Regione sarebbe stata dovunque. Non mi pare proprio”.
“Infatti malati e familiari che attendevano di iniziare o riprendere trattamenti si son sentiti dire che non c’era posto sufficiente negli altri ospedali. Purtroppo la cosa non è vera, nel senso che era ed è possibile fare qualcosa che non è stato finora fatto”.
“La Regione, che dovrebbe coordinare le Asl di fronte a un’emergenza di questo tipo, avrebbe dovuto riunire le Asl abruzzesi e intervenire subito per aumentare la possibilità di utilizzare le macchine in dotazione delle ASL di Teramo e Chieti. La cosa non sarebbe particolarmente difficile. Stanziando le adeguate risorse aggiuntive il personale delle ASL di Chieti e Teramo potrebbe fare un turno giornaliero in più (cioè far lavorare le apparecchiature anche di sera) e aumentare quindi il numero dei pazienti assorbendo quelli provenienti dalla Asl di Pescara”.
“Faccio notare, tra l’altro, che se non si aggiungono turni i malati pescaresi tolgono posto a quelli delle altre Asl e quindi la cosa migliore nell’immediato e quindi l’intervento che proponiamo andava immediatamente predisposto”.
“Si tratta di un intervento che avrebbero dovuto predisporre in anticipo per affrontare situazioni come questa. La cosa grave è che l’assessore regionale Silvio Paolucci e/o il presidente Luciano D’Alfonso non abbiano convocato, né immediatamente appena l’apparecchiatura si è rotta e neanche nelle settimane successive, un tavolo di emergenza con le ASL e il subcommissario alla sanità per predisporre tutti gli interventi possibili”.
“La Regione evidentemente è ovunque, ma non dove serve e dove dovrebbe stare.Come si può giustificare che a fronte di centinaia di malati oncologici disperati non si sia immediatamente intervenuti nell’ambito del possibile per porre riparo alla situazione?”.
“Invito la Giunta Regionale – conclude Acerbo – a darsi una mossa e a prendere in considerazione la proposta avanzata di Rifondazione Comunista”.






