PESCARA – Sospendere la costruzione dei palazzi sul mare a Pescara sud: a chiederlo al comune del capoluogo adriatico è l’esponente di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che rilancia lo slogan ‘Difendiamo i beni comuni. Stop petrolio e stop cemento’.
“Questa – ha detto Acerbo in una conferenza stampa – è una Ombrina fatta in casa e noi diciamo che per difendere e tutelare il bene comune bisogna dire no anche la cementificazione selvaggia. Parliamo di un progetto autorizzato da una giunta di centrodestra che era stato annullato dal Tar recependo le nostre ragioni”.
“Con il centrosinistra in Parlamento è stata poi approvata una norma retroattiva per sbloccare questo progetto con relatrice del provvedimento – ha riferito Acerbo – la senatrice Federica Chiavaroli del Ncd, e quindi con l’ok del Pd e del Nuovo centrodestra. I privati, dopo l’approvazione della norma, sono andati al Consiglio di Stato e il Comune di Pescara, Giunta Alessandrini, si è costituito a favore dei privati che hanno vinto grazie a questa norma direi – ha sottolineato poi Maurizio Acerbo – ad personam ed è partito il cantiere”.
“Ma c’era un problema che il M5s, come noi, ha denunciato, e cioè che nel frattempo nel 2015 c’era stata una norma regionale che ha bloccato l’attività urbanistica in tutto questo territorio rientrante nel Piano Particolareggiato 2 nell’ ambito delle attività di predisposizione del Piano di Sicurezza alluvionale”.
“Per cui il Comune di Pescara – ha detto ancora Maurizio Acerbo – pur avendo le ditte vinto al Consiglio di Stato, visto che sono bloccate tutte le altre iniziative edilizie, avrebbe dovuto emanare un provvedimento di sospensione di questo cantiere. E invece il cantiere va avanti, nonostante, proprio notizia delle ultime ore anche il Genio Civile ha chiesto lumi al Comune senza ricevere risposte”.





