PESCARA – Il divieto di balneazione nel mare di Fosso Pretaro, al confine tra Pescara e Francavilla, resta in vigore.
Le ultime analisi dell’Arta, eseguite martedì scorso, secondo quanto riporta il quotidiano Il Centro, hanno rivelato la presenza di colibatteri superiori di 4 volte rispetto al limite massimo consentito.
Ancora “non conforme”, il giudizio dell’Arta.
Il vicesindaco di Pescara Enzo Del Vecchio, afferma che “non si conoscono ancora le vere cause dell’inquinamento, l’Aca ci dice che c’è una rottura della condotta sott’acqua, all’incirca a un centinaio di metri dalla costa, all’altezza della linea delle scogliere, ma non sappiamo ancora il punto preciso. E fino a quando non si conoscerà la vera causa non c’è possibilità di intervento”.
Le nuove analisi hanno rilevato che, in corrispondenza di Fosso Pretaro, la concentrazione dell’escherichia coli è di 2.098 mentre il limite massimo è 500.
Le analisi hanno intercettato anche un altro punto critico a Francavilla: a Fosso San Lorenzo, dove dell’escherichia coli è superiore al massimo consentito di oltre tre volte.
A Pescara, invece, non ci sono altre zone a rischio di divieto di balneazione.
Sulla questione del mare inquinato, è stata aperta un’inchiesta con relativo sequestro, nei giorni scorsi di tutte le documentazioni nella sede pescare dell’Arta e in quella del Comune.






