PESCARA – “Il partito dell’acquà esiste ancora, nulla è cambiato, ma anzi il nuovo corso dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) di Pescara inizia con un passo indietro”.
A denunciarlo è il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua che critica l’ultima assemblea dei soci, svolta a porte chiuse, senza movimenti e cittadini, e la “richiesta di concordato preventivo per la società”.
A fare il punto della situazione, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, sono stati, tra gli altri, Paolo Mantini, Augusto De Sanctis e Luciano Di Tizio, secondo cui “il rischio è che si stia giocando una partita per poi dire che l’unica soluzione è la privatizzazione”.
“La prima assemblea dell’Aca nell’era di Di Baldassarre – affermano al Forum – ha registrato una novità: le porte chiuse. Gli attivisti sono stati pregati di allontanarsi da parte dello stesso amministratore unico. Per una società che annovera tra i suoi aspetti negativi proprio la mancanza di trasparenza e apertura alla partecipazione, questo non può che essere un ulteriore passo indietro”.
Il Forum Acqua critica anche il fatto che “Di Baldassarre vorrebbe portare in tribunale la richiesta di concordato preventivo per la società; elemento – spiegano – che potrebbe fare da preludio alla privatizzazione”.
Gli attivisti tornano a ribadire che “l’unica soluzione è la trasformazione dell’Aca da spa ad azienda di diritto pubblico. L’Aca è irriformabile e c’è bisogno di una nuova società, ma l’impressione – concludono -che si stia andando da tutt’altra parte”.




