PESCARA – Rabbia e indignazione a Pescara, in piazza della Rinascita, dove ieri pomeriggio, oltre 200 cittadini si sono ritrovati per far sentire la propria vicinanza alla famiglia Di Domenico, dopo la decisione della Corte d’Appello dell’Aquila che ha ridotto la condanna al killer Giovanni Iacone, l’uomo che l’11 gennaio del 2017 ha assassinato Monia Di Domenico, con 16 colpi alla testa e al viso, inferti con un grosso sasso ornamentale, per cui era stato stabilita, in primo grado, una pena di 30 anni di reclusione.
Condanna dimezzata a 16 anni per l’omicidio, più un anno per l’occultamento del cadavere. In tutto 17 anni. A raccontarlo è Il Centro che riporta le urla di dolore di Aldo, papà di Monia, lo sconforto della mamma Doretta e l’indignazione di tante donne coraggio che hanno perso figlie e sorelle per mano di killer senza pietà e che non sono volute mancare alla manifestazione. “Uccisa due volte”, si sente gridare.
“Se non poteva essere ergastolo, almeno 30 anni, neppure questa soddisfazione ci rimane – sono le parole del padre di Monia riportate dal Centro – ma i giudici non hanno un cuore? Io ci credevo nella giustizia, oggi ringrazio tanto quei carabinieri che sono intervenuti tempestivamente altrimenti non avrei ritrovato neppure il corpo di Monia, chissà dove lo avrebbe fatto sparire. Sono distrutto, non è giustizia questa, aiutateci a gridare il nostro dolore”.





