PESCARA – Un riassetto funzionale delle strutture di proprietà del Ministero della Difesa a Pescara, in modo da ottimizzare l’uso degli spazi sulla base delle necessità dei diversi enti coinvolti. Se ne è parlato oggi, in un sopralluogo alle caserme D’Avalos e Di Cocco, a Pescara, cui ha partecipato il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso: con il sindaco Marco Alessandrini, D’Alfonso ha incontrato il generale Antonio Caporotundo, vice ispettore infrastrutture dell’Esercito italiano, a cui è stato affidato il compito di guidare la task force per la gestione del patrimonio della Difesa non più utilizzato o non più adatto alle esigenze attuali delle strutture.

“È importante che ci sia questo arricchimento attraverso il riuso, il recupero e l’intelligente destinazione di beni patrimoniali pubblici, ieri dello Stato, oggi messi a disposizione della collettività – ha sottolineato D’Alfonso – le città abruzzesi sono ricche di edifici dello Stato che hanno perso funzioni ed è bene che oggi passino di mano. In questa giornata mettiamo all’ordine del giorno le mura della caserma Di Cocco, che in passato, grazie a nostre iniziative, ha già visto il passaggio di proprietà del bellissimo parco, storicamente identitario. Adesso è la volta dell’edificio, di questo straordinario luogo che introduce quel rettangolo di formazione dei saperi, che poi vede il protagonismo dell’università”.

I reparti attualmente ospitati alla Di Cocco potrebbero essere trasferiti in un’ala del nuovo tribunale, che questa mattina è stata al centro di una visita della delegazione. Nell’occasione il presidente D’Alfonso ha lanciato anche l’idea di una nuova sede per la caserma dei Vigili del Fuoco di Pescara, che attualmente si trova in viale Pindaro.

“Serve una nuova collocazione – ha detto il presidente – perché è assurdo che nel centro di maggior vitalità della città, ci sia la sede dei vigili del fuoco, che invece ha bisogno di scorrevolezza viaria per raggiungere il luogo dell’emergenza il più velocemente possibile. Nell’attuale sede, invece, ci sono enormi disagi di viabilità che comportano ritardi negli interventi. Anche su questo fronte procederemo a una triangolazione per liberare un edificio, che a mio parere di cittadino andrebbe destinato al patrimonio della formazione dei saperi”.

Potrebbero essere trasferiti presso gli spazi comunali all’interno del Palazzo di Giustizia di Pescara gli uffici ospitati ora all’interno dell’ex caserma Di Cocco. Alessandrini ha detto che “nei prossimi giorni i rispettivi uffici tecnici avvieranno un confronto”. Mentre per gli alloggi di servizio all’interno della stessa struttura “potranno essere individuali spazi nell’ambito degli interventi in corso d’opera da parte del Comune in diverse zone della città”.

“L’obiettivo che ci muove – si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa dell’amministrazione comunale – è acquisire al più presto questo spazio alla città, uno spazio che con il parco è naturalmente a servizio della comunità e dell’Università che contatterò al più presto e del Campus universitario che dovrà sorgere, questo senza però dimenticare la grande partita dello spostamento della sede dei Vigili del Fuoco, spazio anch’esso vocato a tale destinazione e che oggi non risponde più ai requisiti di funzionalità della caserma, inglobata dal complesso urbanistico della zona”.

“La massima apertura e disponibilità riscontrate a febbraio da parte del Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa – ha aggiunto Alessandrini – a trovare una soluzione che consenta il trasferimento degli immobili al Comune è confermata. Ora si metteranno al lavoro i rispettivi uffici tecnici per concretizzare le ipotesi migliori, affinché si compia questo determinante passo verso la Pescara del futuro, in un’ottica di collaborazione fruttuosa fra istituzioni ed Enti che è il miglior modo di agire in nome della comunità”.

Il sopralluogo di oggi, anche nell’ex caserma D’Avalos, segue l’incontro svoltosi a Roma lo scorso 26 febbraio presso il Ministero della Difesa per trasferire al Comune di Pescara i due edifici nell’ottica di una razionalizzazione degli spazi dell’esercito, attualmente occupati dai reparti logistico (d’Avalos) e delle telecomunicazioni (Di Cocco).