PESCARA – Chiamano i loro due gemelli maschi Sole e Luna, il Tribunale li convoca per rettificare l’atto di nascita, in quanto “il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso dello stesso”.

A presentarsi davanti al giudice del Tribunale di Lecce, comune dove attualmente risiedono, saranno Francesco Pallotta, 39 anni, impiegato, originario di Pescara e Stefania Capra, 33 anni, casalinga originaria di Campobasso.

Il Tribunale si rifà all’articolo 35 del Decreto del presidente della Repubblica numero 396 del 2000, in base al quale “il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso dello stesso” e “i nomi Sole e Luna, sembrerebbero nomi prettamente femminili (soprattutto il secondo)”.

“Ma l’interpretazione non è affatto univoca – scrive in una nota il legale dei due genitori, l’avvocato Alessandro Russo – in quanto risulterebbero in Italia dei bambini maschi registrati all’anagrafe come Luna che è, comunque, un astro del cielo e, soprattutto, come tale, un sostantivo privo di connotazione sessuale”.

“La questione del nome è molto importante perché dietro la scelta di un nome si nascondono principi molto più grandi che sono quello della libertà, dell’identità e del rispetto dell’identità stessa. Una soluzione potrebbe essere anteporre altro nome onomastico maschile di tipo comune. Ma i genitori non ci stanno: Andrea, per esempio, che in greco significa uomo, è accettato come nome femminile. Non si vede perchè Sole e Luna non debbano essere accettati come maschili”, conclude il legale.

Ora la questione sarà gestita dal Tribunale come pratica di volontaria giurisdizione.