L’AQUILA – Sarà processato per peculato, ma non per concussione, Giancarlo Santariga, alto dirigente del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna, arrestato e messo ai domiciliari il 18 gennaio 2012 in relazione all’appalto per la realizzazione della sede della Guardia di finanza a Pescara.
Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, accogliendo la richiesta del pubblico ministero David Mancini.
L’accusa originale per il funzionario, già numero uno della sede coordinata dell’Aquila, era quella di aver preteso delle auto compreso il carburante dalla ditta che stava realizzando l’opera, da usare a scopi personali.
Ma secondo quanto riporta il quotidiano Il Centro, la procura della Repubblica del capoluogo ha cambiato l’imputazione ‘in corsa’, ottenendo alla fine il rinvio a giudizio.
Questo perché il principale testimone, l’imprenditore che stava realizzando la caserma Agostino Bertoni, durante gli interrogatori ha escluso comportamenti ricattatori. Di qui il peculato, quindi l’uso personale delle auto a disposizione in base al suo incarico.
Una tesi contestatissima dall’avvocato difensore, la romana Giovanna Corrias Lucente, che ha promesso battaglia nella prima udienza dibattimentale del prossimo 19 settembre.
Lo scorso ottobre Santariga ha visto invece archiviata la sua posizione nell’indagine relativa all’appalto lievitato da 3 a 15 milioni di euro per la ricostruzione della questura dell’Aquila.




