RIVISONDOLI – “Boemo, perché non mi hai riportato a Roma?” Lo dice chiaramente Gianluca Caprari, uno dei tanti talenti usciti dalla formazione Allievi della Roma guidata dall’attuale tecnico dell’Inter Andrea Stramaccioni, uno dei reduci (dopo gli addii di Immobile, Insigne e Sansovini) dell’attacco mitraglia (90 reti) del Pescara di Zdenek Zeman.

Caprari, nella conferenza stampa di Rivisondoli (L’Aquila), dove i biancazzurri sono in ritiro, ha voluto lanciare un messaggio a Zeman: “Con lui l’anno scorso abbiamo fatto una grandissima stagione. Sono cresciuto molto. Immaginavo anche per questo che mi chiamasse con lui alla Roma. Così invece non è stato, ma non fa niente perché c’è tanto tempo e in futuro un giorno, chissà, potrei anche tornare”.

Il pensiero corre però già alla sfida di campionato contro la “sua” Roma. “È vero. Ci sto già pensando. Per me sarà una gara emozionante. Unica. Io tifo Roma, ma per 90′ sarò un avversario e cercherò di dare il massimo per far vincere il Pescara”.

In questi primi giorni di preparazione, il giovane talento ha visto la differenza rispetto al lavoro svolto la stagione passata in giallorosso con lo spagnolo Luis Enrique: “Con la Roma Luis Enrique ci iniziò a far lavorare da subito con la palla, lasciando meno spazio alla preparazione fisica. Con Stroppa sto vedendo che è più dura. I miei compagni che erano a Pescara l’anno scorso mi hanno detto che questo lavoro è molto simile a quello fatto da Zeman”.

L’ultimo pensiero è per Stramaccioni. “Ci sentiamo spesso al telefono. Con il mister ho mantenuto un rapporto importante. È grazie a lui che sono diventato un giocatore. I suoi insegnamenti alla Roma sono stati fondamentali per crescere. A lui devo molto”.