Insulti a D’Alfonso e ai consiglieri «Per il Pescara non fate nulla»

PESCARA. Tutti in coro: «Buffoni, buffoni, buffoni». Erano da poco passate le 10 quando la protesta dei tifosi biancazzurri è esplosa con fragore durante i lavori del consiglio comunale. Trecento giovani, o forse di più, hanno invaso ieri mattina con bandiere e striscioni l’aula consiliare per protestare contro il sindaco, gli assessori e i consiglieri. «Il Pescara calcio sta affondando e voi non fate nulla, vergognatevi», hanno urlato. Nel mirino c’erano tutti i politici.
Sia di centrosinistra che di centrodestra.
Il consiglio, convocato per discutere di piano regolatore e del Ponte del mare, è diventato come lo stadio Adriatico. E il sindaco, Luciano D’Alfonso, abituato in tutte le pubbliche occasioni a ricevere elogi e complimenti dai cittadini, si è ritrovato ad essere insultato da un esercito di ultrà. Non era mai accaduto finora.
La seduta è stata persino sospesa, a causa delle contestazioni ed è stata data la possibilità ai tifosi di poter esprimere le loro lamentele pubblicamente, davanti a tutta l’aula. Doveva essere una forma di protesta pacifica, incentrata sulla crisi societaria e sportiva della squadra della città. Ma così non è stato. La contestazione, dapprima silenziosa, si è presto trasformata in una sorta di rivolta dai toni accesissimi.
Alcuni tifosi si sono alternati a un microfono tra i banchi della presidenza dell’assemblea per chiarire le loro ragioni. Ha parlato per primo Marco Nuccitelli: «Siamo venuti qui a protestare contro il consiglio, perché non si possono bruciare 70 anni di storia di questa squadra senza fare nulla. Inoltre, c’è la questione dei lavori allo stadio. Noi non vogliamo andare a vedere giocare fuori città il Pescara». «La nostra protesta non ha colore politico» ha aggiunto un altro tifoso, Stefano Caravaggio «sia dalla maggioranza che dall’opposizione non è uscita una parola per il Pescara calcio in crisi».
Il sindaco, D’Alfonso, dopo aver ascoltato gli interventi ha replicato. «Sullo stadio posso darvi delle certezze» ha spiegato «il Pescara calcio, in quanto spa, non è di competenza di questa amministrazione». D’Alfonso non è riuscito a pronunciare altre parole. «Allora ce ne andiamo», è stata la risposta dei tifosi. I 300 giovani hanno abbandonato il consiglio scandendo cori di protesta e insulti contro i politici. I cori sono continuati poi all’esterno del Comune.
Nel pomeriggio, il sindaco ha inviato una nota alla stampa annunciando che già da questo mese compirà un passo importante per potenziare lo stadio Adriatico. «Continueremo a porre in atto ogni iniziativa utile e consentita» ha affermato «per garantire l’accesso e la piena funzionalità della struttura nel rispetto della normativa vigente. Il progetto esecutivo appaltabile elaborato dalla nostra struttura tecnica sarà approvato entro il prossimo 15 giugno». Insomma, nonostante i lavori per potenziare la struttura in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2009, il Pescara dovrebbe continuare a giocare nello stadio.
Per quanto riguarda la crisi societaria, D’Alfonso ha ricordato che «in tutti questi anni ho sempre svolto una paziente e costante opera di stimolazione dei principali operatori economici della città e del territorio, per ottenere il loro coinvolgimento nel sostegno finanziario e nel rilancio della squadra. Questa attività ha prodotto risultati anche molto concreti».

fonte:ilcentro.it