PESCARA – Il “Falco” invasore degli stadi, Mario Ferri, entra nel Tribunale di Pescara con una pistola a salve uguale a una vera e documenta il tutto in video per dimostrare come, a suo dire, vi sia poca sicurezza nei palazzi di giustizia dopo la tragedia del tribunale di Milano.

I carabinieri hanno denunciato per evasione e procurato allarme il 28 enne pescarese che ha fatto irruzione sui campi di tutto il mondo, dai Mondiali alla Champions League ma anche all’Isola dei famosi.

Entrato in un’aula durante un’udienza, è poi salito in ascensore fino a un ufficio mostrando di poter accedere a documenti sensibili.

Su Facebook una foto del ‘blitz’. Ferri è stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Montesilvano (Pescara), in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Pescara.

Secondo la ricostruzione, il giovane ha violato la prescrizione della detenzione domiciliare e si è allontanato volontariamente dalla sua abitazione per raggiungere il Tribunale di Pescara.

Accertati i fatti, i militari hanno perquisito la casa del Falco e hanno trovato, nascosta nel vano caldaia, la pistola a salve utilizzata per il blitz nel Palazzo di giustizia.

L’arma è stata sequestrata, così come lo smartphone di Ferri, contenente le foto e i video dell’impresa.

In queste ore sulla pagina Facebook del giovane è stato pubblicato il reportage del blitz al tribunale: dopo i titoli di un tg nazionale in cui ci si chiede come l’uomo che ha sparato dentro Palazzo di giustizia, a Milano, abbia potuto eludere i controlli, partono le immagini, circa 3 minuti e mezzo, di Ferri che entra nel tribunale di Pescara, nascondendo l’arma in una borsa.

LA PAGINA FACEBOOK DEL FALCO: “LUOGO COMPLETAMENTE INSICURO”

“Abbiamo realizzato questo servizio nel tribunale di Pescara che è uno dei più nuovi e all’avanguardia in Italia. Purtroppo appena dopo un giorno dalla bruttissima e dolorosa strage di Milano i tribunali sono ancora completamente insicuri. Allucinante che ci sia un solo vigilantes per una struttura cosi grande…”, così si legge nella pagina Facebook del Falco, che al momento però non può avere contatti con l’esterno.

“Con questo video vogliamo fare una denuncia sociale, il tribunale è un luogo che ha bisogno di controlli, di metal detector, e non è possibile che il Falco sia riuscito a entrare con una pistola (a salve) dentro delle aule penali e dentro l’ufficio di un giudice – prosegue – Speriamo che questo servizio sensibilizzi la sicurezza in questi luoghi per proteggere comunque le persone che ci lavorano all’interno (giudici, magistrati, avvocati , civili ) e che non venga strumentalizzato per prendersela con l’inviato Mario Ferri solo perché ha dimostrato in maniera schietta che le misure di sicurezza sono nulle!”.

“Puntualizziamo l’ultimo punto perché ieri sera l’abitazione del Falco è stata perquisita alla ricerca di armi, il male non è questo ragazzo, ma la politica che spende tanti soldi per stupidaggini e non è in grado di proteggere un luogo cosi importante!”.